Domenica, 1 Agosto 2021
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Sindacalista licenziato in piena emergenza, Oliviero: "Atto da condannare"

Il consigliere regionale presenta una interrogazione a De Luca e Marchiello: "L'azienda deve reintegrare immediatamente il dipendente"

Il consigliere regionale Gennaro Oliviero interviene sul licenziamento della Nurol di Pignataro Maggiore

Mentre il governo centrale bloccava qualsiasi licenziamento durante la pandemia da coronavirus, il signor Giovanni Luca Teratone, dipendente e delegato sindacale aziendale della Filctem Cgil, ha ricevuto la lettera di licenziamento dall’azienda di proprietà turca "Nuroll" di Pignataro Maggiore.

"Le motivazioni ritrovate nella lettera di licenziamento sono: insubordinazione e segnalazione dolosa di pericoli per la salute e sicurezza sul lavoro insussistenti. L’unica colpa del dipendente ? stata quella di aver segnalato all’azienda lo scorso 3 aprile che nella casa circondariale di Secondigliano, dove la moglie lavora come infermiera, vi erano tre agenti di polizia penitenziaria affetti da coronavirus - spiega in una nota il consigliere regionale Gennaro Oliviero - Per tutelare i suoi colleghi il signor Teratone ha chiesto alcune ferie e malattia non riconducibile al Covid-19. Ma il gesto del dipendente non è stato apprezzato, anzi, lo scorso 8 maggio ha ricevuto la lettera di licenziamento e minacciato di addebitargli la sanificazione straordinaria effettuata dalla società a causa della sua presenza".

Tale vicenda ha spinto Gennaro Oliviero a presentare una interrogazione al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca e all’assessore alle attività produttive Antonio Marchiello. “Trovo assurdo quanto è capitato al dipendente della Nuroll di Pignataro Maggiore - dichiara Oliviero - non si può essere licenziati per avere una moglie che lavora in un luogo dove ci sono contagiati. A parte che il governo centrale ha bloccato tutti licenziamenti in emergenza coronavirus, l’azienda avrebbe dovuto tutelare un proprio dipendente attivando tutte le misure che il protocollo prevede in questi casi è non certo licenziarlo. Il presidente De Luca e l’assessore Marchiello devono intervenire e chiedere all’azienda di reintegrare immediatamente il dipendente nel loro organico. Si tratta di un atto che deve essere condannato senza se e senza ma. La pandemia ha mietuto troppi morti e non si può accettare che al danno si aggiunga la beffa di un licenziamento ingiustificato”.

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