Firema, operai ancora senza pensioni. Bonanni: "Vittime dell'amianto senza diritti"

Duro attacco del presidente dell'Osservatorio nazionale amianto. Intanto la ministra Catalfo ha emesso l'atto di indirizzo diretto all'Inail, perchè i lavoratori ottenessero tutti il prepensionamento

Vittime dell'amianto senza diritti. La vicenda dei lavoratori della Titagarh Firema Caserta, ancora in attesa di un indennizzo per l’esposizione all’amianto che gli permetterebbe di avere dei benefici previdenziali per accedere alla pensione anticipata, va avanti ormai da mesi senza arrivare ad una soluzione tanto attesa dagli operai. Sulla questione interviene l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio nazionale amianto e componente dell'omonima commissione del Ministero dell'Ambiente, il quale plaude all'intervento risoluto dell'assessora della Regione Campania al Lavoro e alle Risorse umane, Sonia Palmeri, "che ha denunciato l'ingiusta discriminazione di cui sono vittime circa 70 lavoratori della Firema di Caserta, azienda che si è occupata della scoibentazione delle carrozze delle Ferrovie dello Stato imbottite di amianto esponendoli, ignari e incolpevoli, a polveri e fibre senza protezioni".

Intanto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, "ha emesso l'atto di indirizzo ministeriale, diretto all'Inail, perchè ottenessero tutti il prepensionamento". Ne è nato un forte contenzioso legale animato da Bonanni che ha ottenuto dal Tar del Lazio la sentenza 5750/09 con la quale è stato annullato il decreto dell'Inail che aveva circoscritto l'applicabilità di tale normativa a pochi siti, escludendo quello di Caserta. Tanto più per il fatto che in Ferrovie dello Stato la condizione di rischio amianto è tale per cui assistiamo a 619 casi di mesotelioma e 82 per coloro che hanno abitato nei dintorni delle stazioni, e quindi, se tale condizione di rischio è già rilevante per il personale di Ferrovie dello Stato, lo è a maggior ragione per gli scoibentatori delle carrozze ferroviarie. "Esposizione all'amianto e diritto alla pensione, mi chiedo dove sia ancora oggi il nodo normativo". Così Palmeri che nel suo ruolo di assessora al Lavoro della Regione Campania si fa portavoce dei lavoratori campani della Firema "che hanno maturato il diritto di andare in pensione, vedendosi riconosciuto dall'Inps il periodo di esposizione alle fibre di amianto".

"Se è un problema normativo - ha dichiarato Palmeri all'agenzia Dire - si deve trovare subito una soluzione nazionale, abbattere gli intoppi burocratici e ristabilire criteri di giustizia sociale. Ho chiesto al ministro del Lavoro di attivarsi immediatamente per risolvere questa incresciosa vicenda non più rinviabile". Per Bonanni, Palmieri con il suo intervento ha dato "una spinta decisiva" per riaprire il tavolo di confronto ministeriale sul tema dei diritti calpestati dei lavoratori Firema esposti alla fibra killer, "ma non basta - rimarca - chiediamo che il governo passi dalle parole ai fatti. Basta discriminazioni contro i lavoratori dell'amianto. Se necessario torneremo in piazza, così come abbiamo già fatto in Sicilia per sostenere i lavoratori del petrolchimico di Priolo Gargallo".

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Da parte sua il presidente di Ona ha intrapreso contatti con altre associazioni per avviare una forma di mobilitazione in tutto il territorio nazionale, estesa anche alla categoria delle piccole e medie imprese. Questa condizione di rischio è confermata dall'epidemia di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate in Campania: mesoteliomi fino al 2015 pari a 1554 casi, corrispondenti al 5,7% su base nazionale. La media è in salita a più di 100 casi l'anno, così censiti da Ona per il periodo successivo fino al 2019, con stima di 2000 casi complessivi; tumori del polmone 4000 decessi, tenendo conto che sono il doppio rispetto ai casi di mesotelioma. E su basi statistico matematiche e rilevazioni Ona le cui stime sono: asbestosi circa 600 decessi fino al 2019; decessi per altre patologie asbesto correlate 800. Totale dei decessi per patologie asbesto correlate 7400 fino al 2019. L'Ona ha censito, senza essere smentita, la contaminazione di amianto e materiali contenenti amianto, per più di 5000 tonnellate nella sola Campania, oltre la moltiplicazione della condizione di rischio dovuta all'emergenza ambientale, per altri cancerogeni, e per siti e territori specifici, come per esempio la 'Terra dei Fuochi'. 

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