Parco Maria Carolina ai privati, gli ambientalisti scrivono al prefetto

Chiesto l'annullamento della manifestazione di interesse pubblicata dal Comune

Parco Maria Carolina a Caserta

Le associazioni ambientaliste casertane Italia Nostra (presieduta da Maria Rosaria Iacono), Lipu (di cui è delegato provinciale Matteo Palmisani) e Wwf (di cui è presidente Raffaele Lauria), ancora una volta unite per difendere l'uso libero e pubblico del Parco Maria Carolina di Caserta, realizzato con fondi pubblici e da troppi anni chiuso alla fruizione da parte della cittadinanza. Le tre associazioni hanno, infatti, inviato al sindaco di Caserta Carlo Marino, al prefetto Raffaele Ruberto, alla Soprintendenza e alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere una richiesta di annullamento della manifestazione di interesse per l'affidamento in gestione dell'area a verde limitrofa alla Reggia di Caserta. 

“Il Parco Maria Carolina, dotato di alberi di alto fusto anche di pregio e di aree coltivate a prati, è stato realizzato a seguito di uno scambio di aree tra il Comune di Caserta e il Demanio militare, nell’ambito di un progetto che vedeva assegnato un finanziamento pari a circa 32 milioni di euro, utilizzando i fondi del Pit città di Caserta 2000–2006, volto a delocalizzare l’Aeronautica Militare in area non vincolata rispetto alla Reggia di Caserta - spiegano nella missiva le tre associazioni ambientaliste - e contestualmente recuperare una vasta area a verde strettamente connessa con Palazzo Reale e collegata al progetto della grande Reggia, oltre a un nuovo plesso polifunzionale".

Nel corso degli anni Parco Maria Carolina è stato oggetto di diverse richieste di utilizzo per progetti di promozione turistica e per incentivare le attività turistico-commerciali. E alla luce di tali richieste, l’amministrazione comunale di Caserta ha inteso concedere l’affidamento della gestione dell’intera area per la sua valorizzazione. L’oggetto dell’affidamento consiste, in particolare, nella “custodia, pulizia, allestimento e manutenzione ordinaria e straordinaria del parco, tenendo sollevata dai relativi costi l’amministrazione comunale, la quale a sua volta riconoscerà, in cambio ai primi, la possibilità di svolgere una serie di attività, compresa quella commerciale, e di iniziative all’interno dello stesso parco, utilizzando strutture già esistenti oppure istallandovi nuove strutture”.

Ed è proprio quest'ultimo aspetto a spaventare le associazioni ambientaliste: "C'è un rischio elevato che la concessione in gestione a terzi dell’area verde, nei termini prospettati, può comprimere la sua principale funzione sociale e ambientale, a vantaggio di una prevalente funzione turistica e commerciale - sottolineano - L’avviso pubblico del Comune pone eccessiva attenzione alla realizzazione di attrazioni turistiche e commerciali piuttosto che agli aspetti naturalistici, paesaggistici e alla funzione ambientale e ricreativa propria delle aree verdi (tanto che non si parla mai né di riqualificazione del verde né di nuovi impianti)". "Inoltre nell’avviso non viene fatta alcuna menzione dei criteri ambientali minimi (Cam) per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde, adottati con decreto del ministro dell’Ambiente a marzo 2020", concludono le tre associazioni ambientaliste. 

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