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Abbattimento muro Palazzo Orineti, botta e risposta di fuoco tra D'Angelo e Scuotri

La futura candidata sindaco accusa: "Abbattuto un pezzo di storia". L'ex consigliere: "Pericoloso e fatiscente"

Per alcuni è solo un ‘vecchio’ muro e per altri rappresenta un pezzo della storia della Città di Aversa. Parliamo del muro, appena abbattuto, del giardino di Palazzo Orineti, in via Santa Marta. A lanciare l’allarme l’ex consigliera comunale del Pd Eugenia D’Angelo, prossima candidato sindaco con una lista di sinistra.

“Nel centro storico di Aversa lo scempio continua”, ha esordito. Ed ancora: “Per la ‘sistemazione’ del giardino (?) sono stati stanziati oltre 200mila euro sottratti dai fondi Pics destinati alla ristrutturazione del ‘Leonardo Bianchi’ della Maddalena. Guarda caso, il muro è stato abbattuto proprio di fronte al complesso residenziale che la società ‘La Morgetta Srl’, riferibile alla famiglia Della Gatta, sta realizzando nel terreno dell’ex falegnameria Pozzi, completamente bruciata da oltre 50 anni; terreno ceduto dagli eredi Pozzi alla società dei Della Gatta con annesso permesso a costruire del 2014 e successive Scia in variante. In pieno centro storico normanno. Che cosa non si farebbe per gli amici! Anche realizzare un giardino/piazza/parcheggio (?), di fronte ad un complesso residenziale, in una strada stretta e a senso unico”. “Queste somme – sostiene l’ex consigliera – avrebbero potuto, invece, essere destinate alla ristrutturazione o, almeno, all’iniziale ristrutturazione di Palazzo Orineti e degli affreschi, bellissimi, in esso contenuti. Di fronte alla bieca stupidità amministrativa, il normale buonsenso è utopia”. 

La replica

A rispondere ad Eugenia D’Angelo è l’ex consigliere comunale del gruppo ‘La politica che serve’ Mariano Scuotri: “Fronteggiare le offese di Eugenia D'Angelo richiede una chiara e netta replica. La rimodulazione dei fondi Pics è stata un atto di saggezza amministrativa per evitare che le risorse fossero restituite alla Regione Campania, dimostrando un'intelligenza che forse va oltre la comprensione di alcuni”, esordisce. Ed ancora: “Oggi grazie alla lungimiranza del nostro Sindaco alla città restituiamo opere attese da 50 anni: penso a piazza Marconi, casa del fascio, la facciata della chiesa dell’Annunziata, il giardino di palazzo Orineti, e l’innovazione dell’illuminazione artistica di cinque siti della città”.

E poi sull’ormai ‘famoso’ muro: “Per quanto riguarda il muro, chiudiamo il capitolo: non era storico, bensì pericoloso e fatiscente. La sua sostituzione con un muretto basso nuovo, rendendo di fatto visibile il giardino ed il palazzo è un progresso, non una tragedia o un favore a chissà chi.  Il recupero dei giardini non è una mossa dietro le quinte per "gli amici degli amici". I numerosi progetti inseriti nei piani triennali di questi anni lo dimostrano sia nel centro storico, come in tutti i quartieri La visione di servire ogni quartiere di aree verdi è visibile, il Bioparco di via della Repubblica, il parco al rione Bagno, ancora l’area di via Riverso, il parco di via Santa Lucia noto alla D’Angelo,  ancora il recupero del giardino dell’Annunziata e di quello dell’abbazia di San Lorenzo, o ancora l’area giochi nella scuola dell’Urra casas, piazza Giovanni XXXIII e altri spazi pubblici, dimostrano il nostro impegno per la collettività, a prescindere dalle appartenenze politiche, dai nomi e cognomi o dal ceto sociale”. Scuotri non ci sta: “Sull'affresco, se solo avesse realmente studiato anche solo superficialmente i bilanci, avrebbe notato che i fondi per il recupero erano appostati ed impegnati così come le procedure di messa in sicurezza e restauro sono ben avviate. Gestire beni vincolati richiede un iter burocratico e tecnico completamente diverso da un intervento ordinario che, evidentemente, non tutti conoscono. Voglio rassicurare la consigliera del Partito democratico che lo studio strutturale e pittorico effettuato sul bene è al vaglio della competente sovraintendenza di Caserta, e l’affresco mentre lei era impegnata a mandare a casa l’amministrazione è stato messo in sicurezza dalle intemperie in modo provvisorio da molti mesi, in attesa dei doverosi è obbligatori pareri della sovraintendenza per completare il lavoro in modo definitivo”. E conclude l’ex consigliere comunale: “Abbandonando la maggioranza, Eugenia d’angelo ha perso le tappe significative delle azioni dell’amministrazione. Mentre noi firmavamo accordi nazionali per far nascere nel palazzo Orineti la prima scuola di formazione sugli antichi mestieri, lei si perdeva in un vuoto politico. Accecata da livore ingiustificato. Il nostro sindaco paga il prezzo di non essersi genuflesso a nessun capobastone, dimostrando che la vera politica è servire la città, non l'ego di chi vorrebbe comandare”.

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