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Sabato, 18 Maggio 2024
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Colonnello casertano accusa Vannacci: "Non degno di indossare uniforme". La replica: "Fuoco di Paglia"

Botta e risposta al veleno tra il consulente del ministro Crosetto e il generale sospeso candidato alle Europee

Scontro a distanza tra il tenente colonnello casertano, Gianfranco Paglia, medaglia d'oro al valore militare e consulente del ministro della Difesa Guido Crosetto, e il generale Roberto Vannacci, sospeso dal servizio e ora candidato alle Europee con la Lega. 

Durante la trasmissione 'Carta Bianca', Paglia ha criticato le parole di Vannacci sui disabili. "Il pensiero Vannacci non è il pensiero della Difesa, noi siamo lontani anniluce da quello che continua a dire dal mese di agosto ad oggi - ha detto Paglia - I suoi discorsi sono divisivi, a noi non interessa cosa fanno i nostri militari in camera da letto o che colore di pelle hanno, ciò che conta è servire il paese nel miglior modo possibile. Penso che lui si sia proprio perso". 

E sulla candidatura di Vannacci, Paglia rincara la dose: "Noi sappiamo benissimo che non avrebbe raggiunto la terza stella e questo potrebbe essere uno dei motivi". Poi aggiunge: "E' stato sospeso per aver scritto un libro non era autorizzato con argomenti divisivi, di tutto rispetto per le sue idee ma non per le nostre". Paglia evidenzia che l'eventuale elezione del generale "per noi sarebbe una buona cosa perché non merita di indossare l'uniforme. Il nostro compito è spiegare agli italiani che non siamo Vannacci".

Secca la replica di Vannacci: "E' un fuoco di Paglia", dichiara il generale attraverso i propri canali social. "Mi faccio una domanda: parlando in uniforme esprimeva un suo parere personale o quello dell'Istituzione a cui appartiene? Perché io, per aver scritto un libro a titolo personale nel mio tempo libero, sono stato accusato e sospeso anche per aver suscitato l'associazione tra l’autore e le idee dallo stesso espresse all’Istituzione di appartenenza. Ma non mi preoccupo, si tratta di un fuoco di Paglia". 

Vannacci ha poi ripostato la lettera inviata da un altro tenente colonnello a Paglia: "Lei non ha criticato lo scrittore Vannacci, unendosi a quello che ormai sembra diventato lo sport nazionale. Lei ha offeso pubblicamente il militare Vannacci dicendo che “ha macchiato l’uniforme” e che per lei “non è degno di tornare ad indossarla” - si legge nel testo - Non esiste offesa più grave per un militare. Lei si è rivolto in questi termini verso un generale di divisione del nostro esercito, quindi anche un Suo superiore gerarchico. E lo ha fatto indossando l’uniforme ordinaria dall’alto della sua massima decorazione. Spero almeno si renda conto che le Sue gravi affermazioni, più che ledere il generale, hanno finito per offuscare la Sua di immagine".

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