Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Attualità San Felice a Cancello

Ospedale a rischio chiusura, la lettera a De Luca di un cittadino ‘disperato’

"Ho paura che il Pronto soccorso possa restare blindato. Che cosa succede se uno di noi è colpito da un infarto?"

Ospedale di San Felice a Cancello a rischio chiusura. Cresce la preoccupazione tra i cittadini che hanno paura dell'epidemia da coronavirus e del fatto che il Pronto soccorso del nosocomio possa restare 'blindato'. A testimoniarlo, dopo l'allarme lanciato da 8 comitati civici, è la lettera che un cittadino sanfeliciano, Michele Carfora, ha inviato al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Di seguito la missiva inviata al governatore.

"Egregio onorevole presidente, mi rivolgo a lei con questa lettera, da cittadino e libero professionista. Sto ascoltando tutti i suoi interventi riguardo l'emergenza Covid-19 e credo che lei conosce perfettamente la situazione sanitaria del presidio ospedaliero di San Felice a Cancello. Il problema che le volevo esporre riguarda il Pronto soccorso, presidente parlo a nome di chi, in questo delicato momento, ha paura dell'epidemia ma anche che il Pronto soccorso possa restare blindato. L'obiettivo mio e di tutta la comunità è uno spiraglio sulla riapertura del Pronto soccorso dell'ospedale di San Felice a Cancello, chiuso da diversi anni e in un momento di emergenza come questo che stiamo vivendo rimane ancora blindato. La chiusura preoccupa molto i cittadini in quanto crescono molti interrogativi: che cosa succede se uno di noi è colpito da un infarto? Da un ictus? Da un qualcosa in cui il fattore tempo è determinante? Domande a cui da decenni nessuno ha dato risposta, nè la direzione sanitaria nè la Regione Campania nè alcuni sindaci della stessa Valle di Suessola. Alcuni politici hanno provato a rassicurare con il fatto che a poche decine di chilometri è presente il presidio ospedaliero di Maddaloni, ma in questo momento è un Centro Covid, oppure il nosocomio di Marcianise che comunque dista decine di chilometri ed è proprio la distanza che può essere determinante per salvare un vita. Il problema non è solo la chiusura dell'ospedale ma anche la carenza di personale sanitario e per questo che confidiamo in lei presidente sulla riapertura del nostro nosocomio che è abbastanza sufficiente per raccogliere un vasto numero di utenti provenienti da paesi vicini. All'eventuale apertura chiediamo che sia fatta una sanificazione del presidio e che venga misurata la temperatura corporea all'ingresso".

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