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Il presidente Fipe Giuseppe Russo

Il presidente Fipe Giuseppe Russo

Clienti confusi e locali scorretti, Russo: "Rischiamo di pagare tutti per pochi fuorilegge"

Il vademecum del presidente Fipe: "Pizzerie e ristoranti non chiudono alle 23. Danni dopo ordinanza di De Luca"

Clienti confusi da ordinanze e chiarimenti ma anche dall'atteggiamento scorretto di alcuni commercianti che violano le disposizioni emanate per il contenimento dell'emergenza Covid mettendo a rischio l'intero comparto. E' quanto ha denunciato Giuseppe Russo, presidente della Fipe Caserta, federazione pubblici esercizi in seno alla Confcommercio. 

Il vademecum della Fipe

"Molte persone sono confuse - spiega Russo - In tanti hanno compreso che alle 23 chiudono anche ristoranti, pub e pizzerie mentre quello è l'orario per l'ultimo accesso nei locali e si può restare fino alla fine della cena. I bar, invece, devono chiudere alle 23 dalla domenica al giovedì ed alle 24 il venerdì ed il sabato. Inoltre tra le regole da rispettare per i ristoratori c'è anche il limite di persone sedute al tavolo che possono essere massimo 6 con una deroga per i congiunti. Queste sono le regole previste dall'ordinanza regionale". 

Il calo degli incassi tra organizzazione e paure dei clienti

Un provvedimento che nel corso della prima settimana dalla sua attuazione ha prodotto "un calo enorme negli incassi - prosegue Russo - Una flessione che, come ho potuto constatare venerdì a Napoli, è comune a tutti gli esercenti campani. E' inevitabile che, soprattutto in settimana, con la chiusura dei bar alle 23 la serata finisce con la cena, soprattutto per le prenotazioni e per il fatto che i clienti non possono essere cacciati. Un problema che affligge principalmente attività come pub e pizzerie". Ma non solo problemi organizzativi. "Le persone hanno paura di uscire: noi ce ne rendiamo conto dal fatto che abbiamo meno clienti ma è aumentato l'asporto già in questa settimana".

La denuncia: "Molti non rispettano le regole"

Ma c'è di più. Ci sono attività che non rispettano le regole. "Molti, sia chiaro una minoranza, non si sono adeguati e commettono violazioni - dice ancora Russo - Ad esempio sulla questione dei tavoli abbiamo ricevuto disdette perché altri accettavano tavolate da 11 persone. Questa è concorrenza sleale e dannosa perché le conseguenze di eventuali chiusure le paghiamo tutti noi sulla nostra pelle". 

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