Giovedì, 18 Luglio 2024
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Opere d'arte rubate tornano nella chiesa di San Domenico | LE FOTO

Due putti ed due pale d'altare restituite alla Diocesi. Spinillo: "Garantire sicurezza con fruizione pubblica"

Le due pale d'altare e i due puttini rubati dalla chiesa di San Domenico, ad Aversa, tornano al loro posto. Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha riconsegnato le opere d’arte. La restituzione è avvenuta alla presenza del vescovo Angelo Spinillo, del prefetto di Caserta Giuseppe Castaldo, del Maggiore Massimiliano Croce, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Napoli, del procuratore capo Maria Antonietta Troncone, della Procura di Napoli Nord, del commissario prefettizio Gerardina Basilicata e dei responsabili della Soprintendenza.

"Si tratta indubbiamente di un notevole risultato di collaborazione tra le istituzioni civili ed ecclesiastiche, ovvero tra l’Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, l’Arma dei Carabinieri, l’Arciconfraternita del Santissimo Rosario, allocata nella stessa chiesa di San Domenico, la Soprintendenza del Ministero della Cultura e le autorità giudiziarie", commenta monsignor Ernesto Rascato.

Nello specifico, ad essere stati restituiti sono due sculture marmoree del XVII secolo (rappresentati due Putti collocati originariamente ai lati del tabernacolo del maestoso altare del presbiterio del Tempio domenicano) e due dipinti del XVIII secolo di Francesco De Mura, rappresentanti la Crocifissione con la Beata Vergine e Santi, e San Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori. Si tratta di espressioni d’arte religiosa di ottima fattura che, come detto, provenivano proprio dalla chiesa di San Domenico, altamente significativa del patrimonio storico artistico non solo locale, ma nazionale.

Le due pale d'altare, sottratte nel 1990, sono state rinvenute a casa di un privato che le avrebbe acquistate nel 2001 da un antiquario ad Avellino. Il nuovo proprietario sospettando la possibile provenienza illecita ha contattato i carabinieri. Attraverso il raffronto con i cataloghi delle opere smarrite è emerso che erano state sottratte dalla chiesa di San Domenico. Per i due putti, invece, è stato un carabiniere a notarli su un catalogo e risultavano in possesso di un cittadino di Roma, risultato poi estraneo alla vicenda delittuosa. Contattati i carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio le opere sono state restituite nel 2023 e ridate oggi alla chiesa di San Domenico.

"Oggi è un giorno importante per la città e la comunità di Aversa - ha dichiarato il Prefetto di Caserta Castaldo - Sono stati recuperati due beni fondamentali, due pale d'altare e due putti di proprietà del Fec (Fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno nda), e restituiti alla fruizione collettiva. Si tratta di un lavoro importante svolto dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che svolgono una funzione fondamentale proprio della tutela del nostro patrimonio nazionale. Il ringraziamento va esteso a tutti gli organi istituzionali coinvolti in questo grande lavoro sinergico. Ricordo che sono 18 le chiese di proprietà del Fec presenti nella provincia di Caserta: di queste, ben quindici sono interessate da lavori di recupero tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".

Chiusa per un quarantennio per inagibilità, in seguito del terribile terremoto del 23 novembre 1980, la Chiesa di San Domenico è stata riaperta al culto il 18 ottobre 2019. Proprio durante il lungo periodo di chiusura forzata, la chiesa è stata vittima di continui furti. Negli ultimi anni, grazie alla spinta dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali di Aversa, all’interessamento di vari enti e allo strenuo operato del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, è stato possibile recuperare e ricollocare numerose opere d’arte trafugate in passato. I lavori di restauro sono stati realizzati con interventi e finanziamenti di Ministero Lavori Pubblici, Provveditorato alle Opere Pubbliche, Ministero Beni culturali, Soprintendenza ai Beni culturali di Caserta e Benevento. L’intervento di messa in sicurezza, con il restauro artistico dell’interno, è stato realizzato grazie alla Arciconfraternita del Santissimo Rosario e all’Associazione di Volontariato “I Normann”, fortemente impegnati nella riapertura al culto attraverso il reperimento di fondi da diversi sponsor. Attualmente sono in corso altri lavori di restauro con il contributo del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, ente proprietario della chiesa.

Il vescovo Spinillo, nel corso del suo intervento, ha ribadito: "Le opere rubate sono segno di abbandono. C'è bisogno che un luogo sia vissuto in modo che l'attenzione di tutti sia più efficace. Quando un luogo è abitato chi vi risiede ne ha cura. È questa la consapevolezza che bisogna dare ai cittadini e ai visitatori, che ci auguriamo non siano occasionali". Sullo stessa scia la storica dell'arte Paola Coniglio che ha sottolineato: "Non esiste tutela senza fruizione, cioè senza il godimento pubblico. Una volta che saranno conclusi i lavori lo sforzo deve essere l'apertura della chiesa", conclude. 

Le opere restituite alla chiesa di San Domenico

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