La raccolta rifiuti 'paralizzata' dopo il sequestro dell'autoparco: solo 4 mezzi a lavoro I VIDEO

Il sindaco allerta il prefetto, dalla Senesi finora nessuna risposta concreta

Gli operai della Senesi di Castel Volturno

Dopo il sequestro, perdura il silenzio. Ancora nessuna iniziativa ufficaole della Senesi, la società impiegata nella gestione e raccolta dei rifiuti nel comune di Castel Volturno, dopo il sequestro preventivo dell'autoparco avvenuto lo scorso giovedì a seguito di innumerevoli violazioni igienico sanitarie dei luoghi di lavoro riscontrate dalla polizia municipale castellana. 

Eppure nonostante i sigilli ed il silenzio aziendale, é comunque garantito un servizio minimo essenziale di raccolta dei rifiuti. La garanzia di prosecuzione é data dagli unici lavoratori miniti di D.P.I. (Dispositivi di protezione individuale) seppur tale dotazione aziendale risalga al 2017 con l'inevitabile usura del tempo e gli unici mezzi funzionanti e conformi al codice della strada.Quattro autocompattatori e due 'satelliti', le navette predisposte allo sversamento negli autocompattatori dei rifiuti a seguito della raccolta. Solo quattro mezzi funzionanti ed operativi su un territorio come quello di Castel Volturno con un'estensione di circa 72 km con le inevitabili ricadute negative per l'intera collettività. 

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Riscontrata la gravità e l'urgenza relativa al servizio di igiene urbana sul territorio castellano, il sindaco Luigi Petrella ha richiesto un confronto istituzionale con la Prefettura di Caserta per la risoluzione del problema. Nessuno spiraglio di comunicazione si é aperto. Nell'incertezza e l'amarezza brancolano i dipendenti della Senesi che si recano comunque al cantiere negli regolari orari di lavoro. Poco importa che lavorino tra i liquami che colano dagli automezzi (anche da quelli che dovrebbero considerarsi idonei garanti del servizio parziale di raccolta), senza le idonee attrezzature, o logore nei casi più fortunati, senza poter usufruire di servizi igienici o spogliatoi dove riporre gli indumenti fetidi e vestirsi di civiltà o lavorare su automezzi con pneumatici lisci, fari rotti, parti meccaniche che cadono a pezzi. L'attesa è quello che rimane loro tra il degrado ed l'indifferenza di una dignità lavorativa considerata immondizia da gettar via.

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