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Pronto il bando per il nuovo stadio da 50 milioni. "Dubbi non risolti, così si rischia un boomerang"

Del Rosso vuole portare il caso in Consiglio: "Concessione novantennale contro le norme. Poi non c'è ancora la sede per i campi da tennis ed il palazzetto dello sport che dovranno essere realizzati altrove"

La Casertana non sta vivendo uno dei momenti più felici della sua storia calcistica. La mancata iscrizione al campionato di Serie C ed una stagione, come quella attuale, non proprio soddisfacente hanno nuovamente intristito i volti (ed i cuori) dei tifosi che speravano di aver superato, definitivamente, le difficoltà economiche che hanno caratterizzato gli ultimi 20 anni della società rossoblu, caratterizzati da sogni cadetti e rapidi fallimenti.

Per la nuova risalita, tutti gli occhi sono puntati sul nuovo stadio Pinto. Un progetto privato da oltre 50 milioni di euro, a cui si lavora da almeno un paio di anni e che, nei prossimi giorni, dovrebbe vedere un passo importante con la pubblicazione del bando di gara. La nuova struttura nasce da un project financing presentato dalla “Aurora Immobiliare S.r.l.” di Frosinone che prevede la realizzazione di uno stadio da 12mila posti, con uffici e locali commerciali. Un investimento privato, come detto, che garantirebbe la gestione per 90 anni. Un sogno per i tifosi, che sperano in questo progetto per trovare una società solida che possa garantire un futuro sereno nelle serie professionistiche alla Casertana; ma dall’altra parte anche un intervento urbanistico che pone una serie di dubbi e che spinge ad ulteriori riflessioni.

Come quelle che sono state messe, nero su bianco, dal consigliere comunale di minoranza Maurizio Del Rosso. “Questo progetto può avere una grande valenza dal punto di vista sportivo e questo mi porta ad appoggiarlo. Ma da amministratore ci sono dei dubbi che vorrei mi fossero tolti prima di far partire il bando. Anche perché, da quello che ho letto, c’è più di qualche aspetto per nulla chiaro”. Il rischio maggiore, secondo Del Rosso, è quello di “creare un nuovo Iperion a poche decine di metri di distanza dal famoso centro integrato di via Borsellino”.

Il primo dubbio, riguarda la concessione per 90 anni della struttura. “Dal Piano economico e finanziario allegato alla proposta emerge infatti che la durata della concessione è stimata in 90 anni, di cui i primi due per la realizzazione dell’evento e gli altri 88 per la gestione dell’infrastruttura. Ciò comporterebbe una palese violazione dell’articolo 168 il quale prevede che la durata delle concessioni deve essere commisurata al valore della concessione, nonché alla complessità organizzativa dell’oggetto della stessa e che, per quelle ultraquinquennali, non può essere superiore al periodo di tempo necessario al recupero degli investimenti da parte del concessionario individuato sulla base di criteri di ragionevolezza, insieme ad una remunerazione del capitale investito, tenuto conto degli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi contrattuali specifici come risultante dal piano economico-finanziario”.

L’altro dubbio riguarda le altre due strutture sportive che si andrebbero ad intaccare: il circolo del tennis ed il palazzetto dello sport. “Ma nulla viene indicato circa i tempi di demolizione e ricostruzione del nuovo palazzetto, a chi spetteranno gli oneri di realizzo, e, circostanza ancora più grave, è che non si è tenuto conto che il palazzetto dello Sport è di proprietà della Provincia di Caserta e non certo del Comune. Idem per il circolo del tennis ed anche per la pista di atletica, con le aree che non sono ancora state individuate ed i cui costi stimati sembrano essere non adeguati all’effettiva portata dei lavori”.

Un punto interrogativo resta anche l’impatto che il nuovo stadio ed il centro commerciale che sarà realizzato avrà “sulla quotidiana viabilità cittadina, visto che, ad oggi - evidenza il consigliere - nulla è stato deliberato per la costruzione d un nuovo raccordo stradale per facilitare il traffico veicolare, cosa che sarà fondamentale anche per avere l’omologazione dello stadio sii criteri strutturali del calcio professionistico. Penso solo alla separazione dei percorsi di afflusso dei tifosi locali ed ospiti per evitare le possibilità di contatti tra gli stessi e tutelare l’ordine pubblico”.

Così come, ancora, non è chiaro per l’esponente della minoranza “quanti posti conterrò il parcheggio che dovrebbe estendersi nei due livelli sotto terra e dove sono stati previsti gli stalli per le tifoserie ospiti”. Dubbi che il consigliere Del Rosso ha deciso di portare in consiglio comunale “per essere certi che questo progetto che si andrà a realizzare diventi davvero un punto di forza per la risalita tra i professionisti della Casertana e non si trasformi in un boomerang”.

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