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Il nuovo logo della Reggia di Caserta

Il nuovo logo della Reggia di Caserta

Nuovo logo della Reggia di Caserta: "Storia, arte, cultura in un segno"

La direttrice Maffei presenta il brand del plesso vanvitelliano: piano di comunicazione da 37mila euro

Storia, identità, territorio. Sono queste le parole chiave che hanno ispirato il nuovo logo del brand Reggia di Caserta (che ricorda quello del tennista Roger Federer) presentato stamattina nel corso di una conferenza stampa digitale dalla direttrice Tiziana Maffei. Una R ed una C, come Reggia di Caserta, a sottolineare la volontà di legare il polo museale al territorio, ma anche suggestioni come "Re Carlo" o "Real Casa", tutto realizzato con i colori del blu e dell’oro, quelli appunto della casa Reale dei Borbone.

“La nuova forma dell’identità della Reggia di Caserta è una delle numerose attività che porteremo alla luce entro l’anno – ha affermato il direttore Tiziana Maffei - Per dare forma a un brand abbiamo fatto emergere i caratteri profondi che connotano la Reggia di Caserta. La sua storia, che nasce dalla visione di un monarca; la sua arte, capace di diventare paesaggio; la sua cultura, che si trasforma in valore di produttività nel campo artistico, manifatturiero e sociale. La Reggia di Caserta è il più potente sogno dei Borbone, una testimonianza di bellezza ma anche espressione di ricchezza produttiva di Terra FelixEd è proprio su questo che intendiamo scommettere. Perché la Reggia è un istituto al servizio dello sviluppo sostenibile della società, all’insegna degli obiettivi dell’Agenda 2030”.

La direttrice nel corso della conferenza ha sottolineato come la Reggia possa rappresentare un "grande polo culturale del territorio" di qui il necessario collegamento alla realtà che la circonda: “la bellezza può vivere solo se vive in armonia con il territorio”, ha ribadito. Di qui anche la presenza della città di Caserta nel materiale comunicativo della Reggia: “E’ importante che la Reggia comunichi il territorio – ha aggiunto Maffei – Costruendo contenuti culturali per far arrivare l’esperienza a più livelli di pubblico”. Nelle mappe che verranno date ai visitatori (ce ne saranno una per gli appartamenti ed il parco ed una specifica per il giardino inglese) sono riportati accenni anche alla città come ad esempio il borgo di San Leucio.

Il dietro le quinte della nascita della nuova identità visiva è stato raccontato da Valeria Di Fratta, Funzionario Promozione e Comunicazione della Reggia di Caserta: “La parola chiave di questo progetto creativo è ispirazione – ha spiegato - Non era semplice trovare un segno che racchiudesse le molteplici identità di questo complesso monumentale. Abbiamo effettuato un'analisi dell’identità visiva attuale, del posizionamento a livello internazionale, dell’efficacia del brand, della qualità degli strumenti di comunicazione, della chiarezza e correttezza delle informazioni ai visitatori. E’ stata, poi, sviluppata un’immagine coordinata e avviata la progettazione di tutto il sistema di orientamento alla visita”.

La realizzazione del progetto di comunicazione, del costo di 37mila euro, è stata curata dalla società Sigla di Mantova: “E’ stata individuata attraverso un’indagine di mercato”, ha spiegato Maffei. Ed è stato Tiziano Prati, amministratore delegato della società, a spiegare i dettagli tecnici: “Il nome diventa logo. La parola Reggia è protagonista, attraverso una distribuzione diversa dei pesi, per sottolineare l’unicità ed il valore internazionale della Reggia, ma non dimenticando Caserta. Dall’unione armonica delle due iniziali R e C è nato un monogramma forte e sempre coerente al logotipo da cui trae ispirazione. Per i colori primari si è scelto l’oro e il blu dello stemma dei Borbone, affiancati da una palette colori armonica che diventa un ulteriore codice di orientamento per i diversi pubblici”.

La declinazione dell’immagine coordinata della Reggia di Caserta riguarderà tutti gli aspetti: dal materiale di ufficio alle affissioni, dalla segnaletica interna alla comunicazione web e social, dalle didascalie del museo ai pannelli di cantiere (al momento è in itinere anche la realizzazione di app per la fruizione), ma anche il merchandising e la promozione degli spazi museali da destinare a concessione d’uso: “Siamo aperti alle proposte dei privati – ha concluso Maffei – Anche ad esempio ai prodotti locali in modo da rivolgerci a pubblici diversi”.

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