"Il Comune ci vuole cacciare, non ci paga ma ci costringe a lavorare per non essere denunciati"

La durissima lettera della Nova Ecology: "Forse qualcuno vuole che molliamo per sfinimento..."

Costretti a lavorare ma senza essere pagati. E' la denuncia che arriva dalla Nova Ecology srl in una lettera nella quale la società che si occupa della raccolta rifiuti a Casagiove. "Quali gestori del servizio di igiene urbana del Comune di Casagiove, siamo, purtroppo, arrivati al punto di dovere pensar male circa le modalità con le quali gli uffici comunali stanno, ormai da mesi, gestendo il rapporto con la nostra azienda - si legge nella nota -. Il Comune di Casagiove, in data 15 gennaio 2019 provvedeva alla risoluzione contrattuale ai sensi dell'art. 92, comma 4, D.Lgs. 159/2011, specificando che avremmo dovuto continuare il servizio, interrompendo lo stesso solamente quando l'amministrazione avrebbe comunicato la sostituzione con altra impresa nell'espletamento del servizio".

Secondo l'azienda "il provvedimento diventa immediatamente illegittimo, in quanto il successivo art. 94 comma 3 dello stesso testo dice che “non si procede a revoche o recessi in caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell'interesse pubblico, qualora il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi”: in pratica, nel nostro caso. Noi, quindi, doverosamente, abbiamo continuato a svolgere il servizio che, per la sua essenzialità, non può venire sospeso, in attesa di essere sostituiti dalla impresa che ci aveva seguito in graduatoria ovvero di quella individuata a seguito di apposita procedura di gara". 

Ma a distanza di oltre sei mesi dalla risoluzione del contratto, sostiene l'azienda, "il Comune di Casagiove non ha proceduto né allo scorrimento della graduatoria né ad una gara per l'individuazione della nuova impresa a cui affidare il servizio. Sta di fatto, però, che il Comune di Casagiove pur continuando ad usufruire del nostro servizio, che, ripetiamo, non abbiamo potuto abbandonare per non incorrere nel reato di abbandono di pubblico servizio, ha ritenuto di applicarci una penale, connessa alla suddetta risoluzione e, quindi, illegittima anche essa; di adottare una modalità di pagamento prevista dall’art 30 del Codice degli Appalti, nel nostro caso totalmente illegittima, anche nella sua metodologia di applicazione, ma ottenendo il risultato di averci bloccato i pagamenti dei canoni del servizio sin dal settembre 2018. In altre parole, stiamo lavorando senza percepire alcun compenso da quasi un anno e stiamo anche anticipando tutti i costi per garantire l’igiene urbana della città, con evidente nostre gravissime difficoltà, sfociate addirittura nella perdita della regolarità contributiva". 

Per questo motivo "il 'cattivo pensiero', ovvero il legittimo dubbio, che sorge spontaneo, è che qualcuno abbia interesse a creare le condizioni per un nostro abbandono per “sfinimento” del servizio, con conseguente situazione di emergenza rifiuti, e possibilità di affidamento del servizio con metodologie di tipo “diretto” senza l'espletamento di alcuna procedura pubblica di gara. Vorremmo tanto che qualcuno ci togliesse di mente questo brutto pensiero, e ci spiegasse il motivo perché in oltre sei mesi il Comune di Casagiove non sia riuscito ad affidare regolarmente il servizio ad altra impresa, e perché, continuando a farci svolgere il servizio, non provveda al pagamento dello stesso".

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