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I 275 navigator campani "ostaggio" della Regione: contratto Anpal reso inefficace

Palazzo Santa Lucia ha deciso di non avvalersi della loro opera nonostante un accordo di lavoro valido per due mesi. Presidio al Ministero

Navigator campani ostaggio della Regione. Il contratto stipulato con Anpal ed in scadenza il prossimo 31 luglio, è di fatto inefficace in quanto la Regione ha manifestato la propria indisponibilità ad utilizzare le prestazioni dei navigator nonostante il contratto preveda la loro opera di "assistenza tecnica presso le sedi territoriali delle Regioni". 

E' questo il motivo per cui in questi giorni monta la protesta dei navigator campani che martedì saranno in presidio presso il Ministero del Lavoro. Un vero e proprio paradosso. In pratica, con la scadenza dell'ultima proroga contrattuale - in seguito alla quale i navigator hanno restituito i device aziendali presso la sede di Anpal Servizi e sono stati loro disattivati tutti gli account  - il ministro del Lavoro Andrea Orlando lo scorso 27 aprile aveva optato per una ricontrattualizzazione così concepita: due mesi di contratto per tutti i navigator, più tre ulteriori mesi, stavolta subordinati al placet delle singole Regioni. In pratica le regioni più “virtuose”, quelle che cioè avessero provveduto al completamento del potenziamento dei Centri per l'Impiego, avrebbero potuto scegliere di non avvalersi più della collaborazione dei navigator. 

Un'opzione sceltagià da parte della Regione Campania che - insieme a Lombardia, Piemonte, Veneto ed Umbria - ha dichiarato la propria indisponibilità ad utilizzare i navigator per i tre mesi successivi. Questo nonostante un previsto rafforzamento dei Cpi per 1840 unità ben lontano dall'essere minimamente raggiunto. Ma il problema ed il motivo delle proteste dei 275 navigator campani - tra cui diversi casertani - è legato all'impossibilità di lavorare - come previsto dal contratto - perché la Regione ha deciso di non utilizzare le loro prestazioni. Ed è proprio quella clausola che prevede un'opera di "assistenza tecnica presso le sedi territoriali delle Regioni" prevista nel contratto sottoscritto con Anpal a generare confusione con Palazzo Santa Lucia che ha lasciato, di fatto, i navigator a casa. 

Un vero e proprio corto circuito istituzionale: i navigator campani si ritrovano tra le mani un contratto sottoscritto ed a tutti gli effetti valido ma di fatto inefficace. E con il contratto in essere il rischio è quello di non essere pagati. "Non abbiamo ricevuto nemmeno gli strumenti per poter lavorare - spiegano - Noi ogni mese dobbiamo rendicontare la nostra attività per ricevere lo stipendio".

E allora si protesta. "In una Regione con il più alto tasso di disoccupazione, con il più elevato numero di percettori del Reddito di Cittadinanza ci si permette il lusso di gettare alle ortiche un investimento milionario e un nutrito gruppo di professionisti già formati e già operanti sul campo - fanno sapere i navigator - La soluzione è sotto il naso, ma si preferisce disperdere gli investimenti effettuati e le professionalità già testate sul campo, e con numeri e risultati decisamente rimarchevoli, piuttosto che dare a queste ultime una opportuna collocazione nell’alveo del sistema della Pal, sistema che in Italia notoriamente non brilla, specie se confrontato coi numeri delle altre nazioni dell’Unione Europea".

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