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Domenica, 14 Agosto 2022
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Contratti dei navigator in scadenza: "Vertenza sia affare corrente del Governo"

Sono 270 i campani per i quali a fine luglio finisce la collaborazione con Anpal. I dubbi sugli stipendi del contratto 'congelato' sullo sfondo della class action

La vertenza navigator sul tavolo di Mario Draghi. E' questa la richiesta formulata dai 538 navigator di 5 regioni italiane - tra cui i 270 della Campania - per i quali il prossimo 31 luglio è prevista la fine della collaborazione con Anpal Servizi.

"Il Governo ad oggi non ha ancora trovato una soluzione per oltre 1600 precari di Anpal Servizi, ente strumentale del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Lavoro e delle Politiche Sociali da cui dipende il nostro futuro nelle Politiche Attive del Lavoro del Paese, magari a valere sul PNRR e sul GOL - si legge in una nota di Anna Campania - L'incontro avutosi lo scorso 12 luglio con i Rappresentanti del Ministero, a margine della manifestazione sindacale, si era concluso solo con un rinvio ad una successiva riunione tra le parti, fissata per il 22 luglio: poco o nulla rispetto a ciò che ci attendevamo, ma la porta era comunque rimasta aperta.
Ad oggi con la crisi di governo, piombata all'improvviso sulla nostra vertenza lavorativa, la nostra soluzione rischia di non vedere mai la luce: la riunione del 22 luglio, dalla quale dipendeva il futuro professionale di oltre 500 lavoratori, è saltata, e non possiamo che auspicarci che possa essere riconvocata a brevissimo termine, al massimo entro la prossima settimana, in virtù dei pochi giorni restanti alla scadenza del contratto. Crediamo, tuttavia, nel ruolo determinante dei Sindacati a nostro favore. A questi chiediamo che nella prossima convocazione del 27 luglio con Draghi venga trattata anche la nostra vertenza corrente, quale simbolo di lotta al precariato pubblico dato che siamo per numeri la più rilevante in Italia".

E nella situazione generale c'è il caso particolare della Campania dove il contratto sottoscritto con Anpal è di fatto "congelato" per via di una clausola sospensiva, non necessaria e tantomeno vincolante, che richiama un presunto placet della Regione Campania circa l’utilizzo della nostra assistenza tecnica. L'effetto è devastante: oltre la scadenza del contratto anche il mancato stipendio. "In Campania, dal 1°giugno al 31 luglio, i collaboratori di Anpal Servizi sono infatti stati assunti con un contratto contenente una clausola che ne sospende appunto l’efficacia, per una presunta indisponibilità della Regione e che li priva, di fatto, della retribuzione e del diritto ad accedere all’indennità di disoccupazione che spetterebbe loro in virtù del lavoro svolto fino ad oggi - prosegue l'Associazione Nazionale Navigator - Tale circostanza, verificatasi in spregio a quanto disposto con decreto legislativo n. 50/2022 all’articolo 34 e di un’intesa vigente fino al 31/12/2022 sottoscritta tra Regione Campania ed Anpal Servizi, che conferisce a quest’ultima totale autonomia sul personale da destinare all’assistenza tecnica dei Centri per l’Impiego, permane nel più assordante silenzio istituzionale. A tal proposito le fonti in nostro possesso hanno evidenziato che per “far fuori” i 270 collaboratori campani (contrattualizzati!) è bastato un rigo e mezzo di testo nell’ambito di un breve ed informale confronto Anpal/Regione Campania in cui quest’ultima ha dichiarato di essere “in fase di conclusione del piano di potenziamento dei centri per l’impiego”, fatto che a noi non risulta essere concreto, laddove lo stesso l’Assessore al Lavoro, in una recente audizione presso il Consiglio Regionale ha dichiarato che avrebbero dovuto ancora bandire un concorso per ulteriori 800 risorse umane da immettere nei CPI regionali (fatto, questo, lungi dall’essere avvenuto)". E questo accade nella regione dove ci sono oltre 661mila percettori del reddito di cittadinanza. 

Quindi la richiesta di far rientrare la vertenza navigator negli "affari correnti" del Governo dimissionario. "In assenza di eventuali soluzioni politiche" i navigator annunciano "una sorta di "class action", molto partecipata, e non solo a livello della Regione Campania, e già embrionalmente strutturata, per spostare sul piano giuridico l’intera vicenda del rapporto di lavoro intercorso in questi anni tra i collaboratori di Anpal Servizi e quest’ultima", concludono.

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