Martedì, 15 Giugno 2021
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Il vescovo alla messa per don Salvatore: "Con la sua opera ha reso presente la parola di Cristo"

Il sacro rito a 21 anni dalla morte del fondatore del Villaggio dei Ragazzi presieduto da monsignor Pietro Lagnese. Presente anche il sindaco De Filippo

Il vescovo Pietro Lagnese presiede la messa in memoria di don Salvatore D'Angelo

In occasione dei 21 anni dalla morte di don Salvatore d’Angelo (30 maggio 2000), questa mattina, alle ore 9.30, nella chiesa di Santa Maria della Pace del Villaggio dei Ragazzi a Maddaloni, è stata celebrata una Santa Messa “in ricordo” del sacerdote fondatore del Villaggio. Il sacro rito è stato presieduto da monsignor Pietro Lagnese, vescovo della Diocesi di Caserta, e concelebrato da don Leonardo Cuccurullo, della Chiesa dell’Annunziata, e da don Edoardo Santo, della Chiesa di Santa Maria Immacolata. Presenti, fra gli altri, il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, il commissario straordinario del Villaggio Felicio De Luca e Claudio Petrone.

Nel corso della celebrazione, il messaggio indirizzato dal vescovo Lagnese a tutta la comunità del “Villaggio” ha insistito, particolarmente, sulla certezza della vicinanza del Signore alle necessità dei suoi figli, nonostante le incredulità e i dubbi dell’uomo. Monsignor Lagnese ha aggiunto: "Tutta l’opera di don Salvatore nasce e si sviluppa da questa certezza: egli è stato innanzitutto un uomo del suo tempo, che ha saputo raccogliere la sfida di rendere presente la parola di Cristo”. “Ringrazio vivamente il vescovo Lagnese - ha invece dichiarato Felicio De Luca - per aver favorevolmente accolto, nonostante gli innumerevoli impegni, l'invito a ricordare qui, oggi, don Salvatore. Questa testimonianza di benevolenza del pastore della diocesi di Caserta nei confronti della nostra Opera assistenziale, educativa e formativa, presente su questo territorio da circa 75 anni, è motivo per noi di enorme gratitudine. Sono certo che il Villaggio rappresenterà in futuro un punto di riferimento per i tanti giovani che più di tutti hanno risentito e risentono degli effetti negativi di una pandemia che ancora ci attanaglia. L’augurio è che la Fondazione continui a rappresentare un sistema nevralgico per l’intera comunità”.

Alle parole del commissario, si è aggiunta la dichiarazione di Andrea De Filippo: “Don Salvatore è stato un uomo di enorme generosità, che ha abbracciato tanti di noi durante la sua speciale esistenza: sono felice che a 21 anni dalla sua dipartita le porte del Villaggio siano ancora aperte. Ciò non era affatto scontato e molti hanno invece consapevolmente agito affinché questo non avvenisse. Io, in quanto sindaco, amico e discepolo di don Salvatore, mi impegnerò perché l’Opera rimanga punto di riferimento per i nostri giovani e ritorni al suo antico splendore. Don Salvatore vorrebbe vederci continuare a profondere tutti i nostri sforzi in questa direzione”. La celebrazione è stata accompagnata e scandita nei momenti liturgici essenziali dai brani musicali eseguiti dal “Coro del Villaggio”. Molto toccanti, infine, il momento della “Preghiera del Villaggio” , recitata dall’ex educatore Antonio Piscitelli, ed il raccoglimento innanzi alla lapide del fondatore. Presenti, in chiesa, anche una rappresentanza di studenti e di ex allievi dell’Ente.

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