Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità Aversa

Mensa scolastica, l'allarme delle insegnanti. "Non rispettate le norme anti-Covid"

La lettera-denuncia inviata alla dirigente: "Troppe incongruenze rispetto alle linee guida"

"Non sono rispettate le norme anti Covid per la mensa scolastica, si intervenga subito". E' questa la denuncia delle insegnanti della scuola dell'infanzia dell’Istituto Comprensivo Antonio de Curtis di Aversa, indirizzata alla dirigente del plesso Adele Cerullo

Ecco la 'lettera' delle insegnanti: "Dall’inizio di questo strano anno scolastico, le insegnanti della scuola dell’Infanzia hanno cercato di attuare in tutti i modi possibili le linee guida del Miur in ordine alle misure anti-covid. Tali linee guida a chiunque le abbia lette sono apparse consone ma meticolose, minuziose, complicatissime da attuare nella pratica: fogli di carta, pastelli, quaderni operativi, materiale di gioco, tutto doveva essere trattato salvaguardando la sicurezza e l’igiene di bambini e adulti; abbracci, baci, coccole e tutta la cura di cui abbisognano i bambini, secondo le regole anti-covid, dettate dal Miur, avrebbero dovuto essere se non bandite, almeno virtuali, cioè a distanza. Ma, la scuola, è un’altra cosa e questo, forse, “ai piani alti” non lo sanno. È stato difficile, a tratti quasi da incubo, dover sostenere la nostra didattica e attuare le metodologie previste avendo la mente virata alle questioni di igiene. La didattica della scuola dell’Infanzia non prevede distanza, eppure ci abbiamo provato, eppure abbiamo cercato di supportare, abbiamo accolto e rassicurato e, in parte, siamo riuscite".

"Chiunque conosca le esigenze dei bambini e delle bambine dai 3 ai 6 anni, non può non immaginare le difficoltà di lenire la sofferenza del distacco genitoriale, la difficoltà di creare piccole comunità “di piccoli” che siano operanti e costruttive e tanto, tanto altro ancora. A qualcuno queste parole potranno sembrare vuote, prive di significato, già ascoltate centinaia di volte, eppure vi garantiamo che noi insegnanti nello scrivere abbiamo gli occhi umidi. Sì, gli occhi umidi perché, in barba al nostro sforzo costante e alla cura che comunque riversiamo nel nostro lavoro chi “di dovere” - amministrazione comunale… e altri - non ha tenuto conto delle particolari condizioni in cui nella nostra scuola si tiene la refezione scolastica. E ciò nonostante gli ultimi dettami dell’Ordinanza Regionale n. 2 del 16 gennaio 2021 che prevedono pasto monouso, posate sigillate, acqua in bottiglia".

E qui la denuncia: "Da noi la mensa scolastica è distribuita da personale esterno (non ci è dato sapere se controllato o meno), lo scodellamento è fatto in presenza, pentoloni che girano tra i banchi, le stoviglie e posate in comodato d’uso vengono portate dai bambini da casa in buste. Tali stoviglie, una volta usate, vengono riposte poi, nelle stesse buste, negli stessi zaini e il giorno successivo riportate a scuola più o meno debitamente pulite. L’acqua è nelle brocche, versata al momento dal personale, in bicchieri portati sempre da casa. Ora, a chiunque osservi dall’esterno, una simile situazione sembrerebbe alquanto strana o quantomeno contraddittoria rispetto alle regole che il Miur ha chiesto alle docenti di mettere in pratica dall’inizio dell’anno scolastico. Alle insegnanti e ai genitori è stato chiesto, a ragion veduta, di non far entrare da fuori cibo non sigillato, giocattoli o altro, ma la mensa viene attivata come se la pandemia non esistesse".

"Le insegnanti vorrebbero che la mensa continuasse con pasti sigillati in box con posate monouso e acqua in bottigline chiuse. Le nostre ragioni non sono solo “nostre” ma sono richieste più che legittime finalizzate alla tutela della sicurezza di tutti, soprattutto dei bambini e delle loro famiglie. Chiediamo alla scuola tutta, al collegio intero, a chi lo presiede e a chi ascolta di sostenere le nostre richieste che saranno divulgate attraverso i maggiori social nonché inviate direttamente al Comune di Aversa". 

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