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L’odissea di una donna. “Medico di famiglia ha rifiutato di visitarmi e sono finita in ospedale”

Il danno oltre la beffa: “Mi ha anche escluso dai suoi assistiti”

Due settimane di malanni e neanche una visita. Al punto da dover ricorrere al Pronto soccorso dell’ospedale di Caserta per il peggioramento delle condizioni di salute causate, a quanto pare, anche dalle numerose medicine prescritte. A cui si aggiunge anche la beffa: quella di ritrovarsi esclusa dal proprio medico di famiglia.

E’ l’odissea vissuta da una donna residente a San Nicola la Strada che ha deciso di segnalare l’accaduto all’Ordine dei Medici di Caserta ed anche all’azienda sanitaria, oltre che denunciata al tribunale del Malato. Tutto ha inizio il 21 maggio quando, racconta la donna, viene colpita da una forte tosse con raffreddore. Visto il periodo, decide di fare un tampone a casa prima di recarsi dal medico per essere visitata. “Ma non sono potuta entrare in ambulatorio” spiega. “Il 22 maggio mi sono recata in guardia medica, dopo aver passato una notte insonne, per dolori al petto a causa della tosse. Alle 9.30 si affaccia il medico di turno chiedendomi cosa volessi e se avessi fatto il tampone pretendendo il molecolare e prescrivendomi Augmentin e Fluifort mattina e sera. Inizio da subito la cura prescrittami senza alcuna visita ma non riesco a dormire tutta la notte e domenica 22 maggio faccio un altro tampone, ancora negativo. Il 23 maggio mi reco dal mio medico di base che, sentendomi tossire, mi caccia dallo studio perché a suo dire avrei messo i pazienti a rischio nonostante avessi riferito la negatività di 2 tamponi. Dopo le mie proteste decide di farmi entrare ma non vuole visitarmi ugualmente e prescrive Paracodina per sedare la tosse. Riferisco che anche la guardia medica aveva prescritto i medicinali senza visitarmi e mi innervosisco ribadendo di stare male e di aver bisogno di essere visitata ma mi sento rispondere che qualora volessi potrei anche cambiare medico di famiglia e che con la tosse sarei dovuta restare a casa. Cercando di restare calma, chiedo se oltre alla Paracodina devo assumere anche Augmentin e Fluifort e mi dice di prendere solo le gocce. Mi prenota un molecolare all'Asl ma rifiuta di firmare la ricetta dell’Augmentin. Anche il tampone del 24 maggio è negativo. Il giorno dopo torno dal medico anche perché con la forte tosse e i dolori intercostali non riuscivo a respirare. Il medico mi sente tossire, esce per sapere chi fosse e rispondo: sempre io. Mi dice che devo stare a casa e non devo uscire, mi altero rispondendo di aver fatto l'ennesimo tampone e che voglio essere visitata dal mio medico di base. Nonostante tutto, mi prescrive cortisone, antistaminico e paracodina gocce più augmentin e fluifort diagnosticandomi bronchite cronica senza mai visitarmi oltre a chiedermi di eseguire una radiografia”.

Ma l’esame non verrà mai fatto “perché il 28 maggio con forti dolori al petto, pressione alta e dolori alla bocca dello stomaco” la signora si reca in ospedale. “Il medico del Pronto soccorso, finalmente, esegue gli esami del sangue e un'endovena di Pantorc diagnosticandomi un riflusso gastroesofageo dovuto a tutte le medicine assunte senza alcuna protezione per lo stomaco. Ma non si era detto di non affollare il Pronto soccorso per questioni non gravi? Naturalmente finisco di assumere tutti i medicinali e inizio a prendere tutte le mattine il Pantorc. Il 3 giugno, mi chiamano dall'Asl perché sono senza medico di famiglia perché questo dottore - se cosi si può definire, ha escluso me e il mio compagno dai propri pazienti”.

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