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Caos sanità, i medici di base chiudono gli studi e 'comunicano' con i pazienti via WhatsApp

I dottori di medicina generale hanno limitato il tempo per le visite e preferiscono semplicemente prescrivere medicinali: gli utenti si sentono sempre più numeri e non persone

Ma che sta succedendo con i medici di base? E' davvero il caos più totale. E non solo perchè gli studi medici chiudono perchè non è stato rinnovato il contratto al professionista ma anche perchè i 'nuovi' dettano regole per alcuni 'incompatibili' con il numero dei pazienti. Andiamo per ordine. A Santa Maria Capua Vetere ancora non sono andati a 'regime' tutti i nuovi medici. Manca ancora qualche giorno prima che tutti i nominati aprano le porte ai loro pazienti. Ma chi ha potuto farlo in anticipo chiude le porte ai pazienti e lascia libero WhatsApp. Già. Il problema non sussiste se il medico conosce già il paziente ma se invece non lo conosce iniziano i drammi. Ovviamente tra gli oltre mille e 500 pazienti c'è pure chi ha bisogno di essere visitato più volte. Ma per farlo bisogna prenotarsi perchè altrimenti allo studio non si può accedere. L'avviso è apparso fuori la porta dello studio medico e ha meravigliato molti pazienti, alcuni dei quali residenti in altre zone della città e che erano accorsi, magari chiedendo permessi di lavoro o dovendosi ritagliare del tempo, e si sono ritrovati con la porta chiusa. Se ad ogni medico l'Asl consente di poter affidare circa 1800 pazienti, il calcolo è presto fatto. Considerando le regole di uno dei nuovi medici che fa studio 4 volte a settimana per un massimo di 20 persone, i pazienti che riesce a visitare in un mese sono 320 massimo 360. E gli altri? E se qualcuno ha bisogno di più visite? Insomma dal dottore si va solo se si è malati, ma malati gravi. Altrimenti tramite WhatsApp si può richiedere la prescrizione dei farmaci. Non c'è da stupirsi del resto se alcuni medici con il Covid hanno dimenticato il giuramento di Ippocrate e hanno deciso di fare gli scrivani. Il problema però sembra generale. Insomma molti lasciano gestire alle segretarie il tutto, dopo aver dato loro indicazione. Infatti anche altri medici ricevono solo su appuntamento (ma alcuni senza numero massimo) e lasciano i numeri WhatsApp per le prescrizioni. 

A Capua invece una dottoressa non ha comunicato la chiusura dello studio perchè non le è stato rinnovato il contratto e i suoi pazienti stanno vivendo l'odissea che a Santa Maria Capua Vetere va avanti da inizio settembre. Nonostante non lavori dal 18 settembre c'è qualche paziente che lo ha scoperto in queste ore e si ritrova con prescrizioni urgenti e senza medico di medicina generale. E' vero che c'è la guardia medica ma è altrettanto vero che essendo i medici di medicina generale i sanitari che devono dare la prima assistenza il cambio medico andava comunicato repentinamente dall'Asl ai medici e ai pazienti. Non tutti sanno usare la piattaforma e molti sono anziani, malati e non guidano. Insomma l'ennesima dimostrazione che la Sanità nei nostri territori fa acqua da tutte le parti. 

E se a Santa Maria Capua Vetere e a Capua questa è la situazione, il problema è simile in molti altri comuni del casertano. Poveri pazienti, considerati sempre più numeri che persone. 

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