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Stop mascherine al chiuso dal 1 maggio. Ma in Campania è 'rischio De Luca'

Apertura netta del governo (con qualche eccezione). Il governatore: "Valutiamo nuova ordinanza"

L’addio alle mascherine al chiuso sembra essere davvero vicino. Almeno l’obbligo. C’è già una data nel mirino: domenica 1 maggio.

Una speranza che la paura della pandemia Covid-19 sia quasi completamente alle spalle (i contagi no, visto i numeri degli ultimi giorni) che emerge con chiarezza dalle parole del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, questa mattina, a RaiNews24. "Sono convinto che passare da un obbligo di mascherina al chiuso a una raccomandazione possa essere la scelta giusta, magari mantenendole in alcuni luoghi come i mezzi di trasporto. Ma oggi credo ci siano le condizioni per procedere con il togliere l'obbligo di mascherine al chiuso”. Ed ha aggiunto:"Il decreto in vigore di fatto gia' toglie l'obbligo di mascherine al chiuso per tutti. Si tratta ora di valutare se mantenerle in alcuni contesti particolari, dove c'é una concentrazione maggiore di persone”.

In Campania, però, incombe sempre il “rischio De Luca”; il governatore, infatti, ha sempre firmato ordinanze più restrittive rispetto alle disposizioni del governo Draghi sulle mascherine. Ed anche oggi è tornato ad essere cauto. “Continuo a chiedere prudenza. Io credo che per esempio che tutti quelli che lavorano nelle strutture al chiuso, a cominciare dai ristoranti, debbano mantenere la mascherina” ha affermato a margine di un sopralluogo presso l'ospedale Ascalesi di Napoli. “Sto parlando di quei dipendenti che servono ai tavoli o lavorano in cucina. Almeno quelli devono avere assolutamente la mascherina. Stiamo verificando se fare qualche ordinanza regionale più restrittiva, ma parliamoci con grande chiarezza, al di là delle ordinanze che facciamo, la mascherina serve a tutelare la nostra vita e la vita dei nostri familiari”. Per De Luca “l'uso della mascherina, sempre, è la cosa più efficace, con un piccolo sacrificio, per tutelarci anche rispetto alle varianti. La Cina in genere anticipa di qualche mese quello che succede poi in Europa: in Cina hanno messo in quarantena 25 milioni di cittadini di Shangai. A Philadelphia, negli Stati Uniti, hanno ripreso misure restrittive perché hanno registrato una diffusione di varianti estremamente pericolose. Nessuna drammatizzazione, però teniamo i piedi per terra, altrimenti ci divertiamo per due mesi e poi ad ottobre dobbiamo richiudere tutto e io sinceramente vorrei evitare questo andirivieni. Un po' di prudenza, niente di eccezionale", ha concluso il governatore campano.

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