In 10mila per don Diana. Polemica per l'assenza delle istituzioni

Il sindaco Natale: "Questo popolo avrebbe avuto bisogno di una pacca sulla spalla". Cafiero De Raho: "Non è questo il segnale che si doveva dare"

Il 19 marzo non sarà mai un giorno come tutti gli altri a Casal di Principe. Venticinque anni fa moriva Don Peppe Diana ma la sua anima resta, ormai da due decenni e mezzo, ben ancorata nel cuore di tutti i cittadini onesti di una terra martoriata per anni dalla criminalità organizzata.

Che Don Peppe Diana sia presente ancora a Casal di Principe lo si è appurato in tutta la giornata di oggi: oltre 10mila persone hanno invaso le strade della città. Alla marcia, terminata al cimitero dove il prete è sepolto, hanno partecipato migliaia di studenti provenienti da scuole della Campania ma anche di altre zone d’Italia. Al corteo hanno sfilato anche il presidente dell'Antimafia Nicola Morra, il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, quello di Napoli Nord Francesco Greco, di Benevento Aldo Policastro.

Presenti anche numerosi sindaci (con i rispettivi gonfaloni) o rappresentanti delle varie amministrazioni e stamattina c’era anche il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che ha conosciuto personalmente Don Peppe Diana. E, con la voce tremante, ricorda che “quelli erano anni tremendi, nei quali si scontravano gruppi camorristici che non avevano nessun rispetto della vita, trucidando anche ragazzini di 15 anni”. Oggi si può fare memoria del sacrificio dell’unico sacerdote ucciso in Italia ai piedi dell’altare, ricorda il vescovo Spinillo, trasformandolo “in un annuncio di pace”, che accoglie e include le diversità. “Con lui sogniamo – aggiunge – una Chiesa e una società umana ricche di voglia di bene e giustizia”.

A fare ‘rumore’ anche alcune assenze importanti. Le istituzioni nazionali infatti hanno ‘disertato’ tutte l’iniziativa in memoria di Don Peppe Diana. Il presidente Mattarella ha ‘preferito’ i 150 anni di nascita dell’ospedale Bambin Gesù mentre tutti gli altri ministri hanno deciso, semplicemente, di non esserci. Un Governo assente che ha ricevuto le critiche del sindaco Renato Franco Natale: “E’ indispensabile rompere il silenzio e avere il coraggio di sfidare l’omertà. Questo popolo che ha visto centinaia di morti ammazzati su queste strade - spiega Natale - avrebbe avuto bisogno di una pacca di solidarietà sulla spalla. Attendevamo il presidente Mattarella, magari insieme al Papa, per incontrare chi sta soffrendo da anni, ma ha manifestato grande capacità di accoglienza e resistenza nel nome di don Peppe Diana, per portare i fiori sulla sua tomba”.

E sulla stessa falsariga anche il procuratore De Raho: “Sono sinceramente preoccupato, l’assenza delle istituzioni, di oggi, va ricordata non una sola volta, ma tante volte. Si sono abbandonati i valori fondamentali, ricordare è il senso dell’impegno e non è questo il segnale che bisognava dare. Adesso non c’è posto per il disimpegno, per l’oblio e bisogna essere costantemente fermi su posizioni di contrasto e condanna della camorra”.

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