Ecco la mappa delle 'fonti inquinanti' del mare: ci sono anche 20 siti casertani

L'indagine ha individuato 475 possibili fonti di impatto sulla qualità delle acque

L’Arpac ha completato il censimento degli scarichi costieri in Campania: 475 possibili fonti di impatto sulla qualità delle acque, classificate in dieci categorie ed evidenziate su una mappa interattiva consultabile sul sito web dell’Agenzia. Si tratta di un database esaustivo sugli scarichi in mare di acque reflue e altre tipologie di apporti, che viene messo a disposizione di istituzioni e cittadini campani. Nella mappa sono censiti anche 20 siti casertani tra Baia Domizia, Mondragone e Castel Volturno.

“Questo strumento sarà utile, in caso di fenomeni di inquinamento che dovessero interessare le acque di balneazione, principalmente alle amministrazioni comunali, ma anche ai gestori degli impianti di depurazione, che potranno avere un quadro più chiaro e immediato delle possibili cause di contaminazione presenti nell'area e adottare le necessarie misure di rimozione” si legge in una nota dell’agenzia.

Il database georeferenziato, curato dalla UO Mare dell’Agenzia diretta da Lucio De Maio, con il coordinamento del referente tematico Elena Piscitelli e il supporto dei dipartimenti delle province costiere, contiene sia la localizzazione che la caratterizzazione degli scarichi. Questi sono stati suddivisi in 10 categorie contraddistinte da una scala di colori, dal rosso al grigio, che ne indica i decrescenti livelli di impatto. Sono stati censiti, in particolare, gli scarichi privi di depurazione lungo la costa, gli scarichi privi di depurazione convogliati in condotte sottomarine, gli scarichi di impianti di depurazione costiera, gli scarichi di impianti di depurazione convogliati in condotte sottomarine, i tubi di troppo pieno di collettori fognari e di impianti di sollevamento, le foci dei corsi d’acqua e gli apporti pluviali.

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“Si tratta di un lavoro - spiega il direttore generale Arpac Stefano Sorvino - che ha una finalità non soltanto conoscitiva. In realtà l’Agenzia, durante la consueta campagna di monitoraggio condotta nel corso della stagione balneare, riscontra talvolta fenomeni, anche temporanei, di inquinamento che interessano le acque di balneazione e ne condizionano la fruibilità. In un’ottica di collaborazione tra enti, la mappatura degli scarichi permette di risalire più agevolmente alle possibili cause di contaminazione e di intervenire rapidamente per superarle”.

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