Centrale turbogas, in centinaia in strada a protestare

Rivezzi (Medici per l'Ambiente) chiede un intervento del Ministero. Spazio Cales all'attacco: "C'è chi tenta di avvelenare i pozzi della democrazia"

Il corteo di protesta a Vairano Scalo

Stamattina, nonostante il freddo e la pioggia, in centinaia sono scesi in strada a Variano Scalo contro il progetto di realizzare una centrale Turbogas a Presenzano, piccolo comune in cui, da decenni, uno dei bacini idroelettrici più grandi d'Europa produce energia in gran quantità.

"Una grande manifestazione per denunciare gravi omissioni e inadempienze per l'autorizzazione a costruire una mega centrale di oltre 800 megawatt elettrica a Presenzano di alto impatto ambientale e con una previsione di inquinamento superiore ad una tonnellata al giorno del pericoloso ossido di azoto che sappiamo scientificamente tossico per cittadini anziani e pazienti che hanno patologie cardiovascolari e diabete", sottolinea Gaetano Rivezzi, presidente regionale di 'Medici per l'Ambiente'.

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"La beffa per i cittadini ed i sindaci dei comuni interessati è che il territorio della piana venafrana e alto casertano riceverà solo danni per la sua terra in quanto l'impianto pare che stia per sorgere soltanto per gli incentivi economici che potrebbero intascare i soci Edison e per immettere in atmosfera ulteriori emissioni che influenzeranno negativamente il clima - spiega Rivezzi - Se l'Italia vuole abbassare il carico di CO2 non può autorizzare un nuovo impianto assolutamente non sostenibile e non salubre. Una decina di sindaci, che sono giuridicamente i difensori della salute della loro comunità, hanno chiesto (invano finora) una valutazione dell'impatto sanitario che la Edison non ha voluto produrre a Caserta, mentre lo ha redatto per l'impianto gemello costruito a Venezia nel 2017. Appare assurdo che il parere contrario dell'Asl di Caserta sia stato nascosto nelle conferenze dei servizi, soprassedendo ad ogni tutela della salute sia umana sia agroalimentare. I ministri dell'Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico (per la contraddizione in tema di desiderio di sostenibilità italiana per contrastare le emergenze climatiche) dovranno esprimere un parere finale che possa salvaguardare questo meraviglioso territorio".

"Lo stesso tipo di centrale, realizzata dalla stessa ditta, che a Sparanise ha disatteso tutte le mirabolanti promesse di sviluppo e inquinato l'aria e la vita pubblica - sottolinea invece il collettivo dello Spazio CALeS - Oggi come allora, di fronte all'esercizio democratico e alla discussione a viso aperto, c'è chi tenta di avvelenare i pozzi della democrazia e della partecipazione attraverso una vergognosa e collaudata macchina del fango. Fa specie sapere che, in terra di camorra, c'è chi si sente minacciato dalla gente comune quando si ribella alle angherie. Anche allora, infatti, una sapiente e costosa campagna stampa, tentò di dipingere la cittadinanza attiva come un manipolo di criminali. Salvo poi emergere che i criminali erano ben altri e che le uniche vere minacce erano quelle degli speculatori contro i territori. Stamattina, tuttavia, il sinistro coro fatto di gufi, ruffiani e cialtroni vari, è stato seppellito da uno tsunami di dignità inarrestabile che non ha paura dei vostri soldi, del vostro potere e della vostra arroganza". Prossimo appuntamento il 9 febbraio per un pranzo sociale al cantiere dove è previsto l'ecomostro.

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