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Martedì, 18 Giugno 2024
Attualità Castel Volturno

Mamadou ricorda la strage dei ghanesi con gli studenti: "Fondamentale conoscere la loro storia"

L'attivista ha ispirato il film Leone d'Argento a Venezia 'Io Capitano' di Garrone

Nel quindicesimo anniversario della strage di Castel Volturno, è Kouassi Pli Adama Mamadou a parlare agli studenti della città per riflettere su una storia di sangue e camorra. Dal red carpet di Venezia ad una terra piena di storie difficili.

Il 18 settembre del 2008, in piena stagione stragistica di matrice Casalese, centinaia di proiettili furono esplosi dai Kalashnikov del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola; colpevoli, agli occhi dei sicari, di essere neri, indifesi, e di spacciare (circostanza non vera come emerso da indagini e processi).

La storia di Mamadou, oggi attivista e mediatore culturale del centro sociale Ex Canapificio di Caserta, ha ispirato il film Leone d'Argento "Io Capitano" di Matteo Garrone. E’ proprio lui a leggere nell'aula del Comune di Castel Volturno, di fronte ai ragazzi della scuola media, la "Garibaldi", i nomi dei sei ghanesi uccisi da Setola - Ibrahim Alhaji, Karim Yakubu, Kwame Antwi Julius Francis, Justice Sonny Abu, Eric Affun Yeboa, Kwadwo Owusu Wiafe - e del settimo rimasto ferito - Joseph Aymbora - che testimoniò contro i killer facendoli condannare e morì per cause naturali nel 2012 ricevendo la medaglia al valor civile.

“Conoscere la storia di questi ragazzi, del loro viaggio per arrivare in Italia attraverso l'Africa, passando per la Libia - dice Mamadou agli studenti, tra cui molti figli di migranti, come riporta l’Ansa - è fondamentale per superare le mura del razzismo che divide, e per far comprendere i sacrifici fatti da chi voleva solamente cambiare in meglio la propria vita ed è poi venuto a morire qui".

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