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Antonio Tessitore, da oltre 15 anni affetto da Sla

Antonio Tessitore, da oltre 15 anni affetto da Sla

"Lasciato solo nella lotta alla Sla, ho bisogno di assistenza continua"

Il grido di dolore di Antonio Tessitore: "La situazione è diventata insostenibile, il Covid non può cancellare il dramma dei disabili"

Lasciato solo nella difficile lotta contro una terribile malattia, la sclerosi laterale amiotrofica. La triste storia arriva da Villa Literno, comune dell'agro aversano, e vede protagonista Antonio Tessitore, 44enne liternese, da oltre 15 anni affetto da Sla e da sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti degli ammalati. "Ho bisogno di assistenza continua, ma le istituzioni finora si sono dimostrate sorde ai miei appelli - ha detto Antonio all'Ansa - Mio padre non c'è più, mia madre è anziana e i miei fratelli hanno una loro famiglia da portare avanti. E io sono rimasto solo".

"Purtroppo i piani terapeutici finanziati si fondano su un'assistenza prevalentemente diurna - ha spiegato Tessitore - perché si dà per scontato che un disabile non autosufficiente di notte sia assistito dai familiari o da una badante. Nel mio caso, però, non è così perché una patologia come la Sla necessita di un'assistenza plurispecialistica che deve coprire l'intera giornata". E per farlo, aggiunge, "occorre sostenere notevoli spese che sono costretto a integrare con quelle coperte dall'assistenza". Di qui l'appello: "Siccome la situazione è diventata insostenibile, chiedo a chi di dovere di interessarsi a una situazione che riguarda anche tanti altri malati. Non vorrei essere costretto a gesti eclatanti per far valere i miei diritti. Il Covid non può cancellare il dramma dei disabili".

L'appello di Antonio è un vero e proprio grido di dolore fatto a nome anche di tanti uomini e donne che si ritrovano nella sua stessa condizione. In Italia si stimano circa 3.600 pazienti affetti da Sla e circa mille nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno. Tuttavia non si conosce il numero esatto delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica in quanto non esiste un registro nazionale che identifi chi il loro numero e distribuzione sul territorio.

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