Droga e traffico di organi, Salvini: "Squarciare il velo che copre la mafia nigeriana"

Il vicepremier risponde all'interrogazione della deputata di Fratelli d'Italia Ferro: "Scriverò al Ministro Trenta per inviare militari a Castel Volturno"

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini

Droga, prostituzione ma anche il traffico di organi. Sono le principali attività della mafia nigeriana a Castel Volturno su cui ha posto l'accento la deputata di Fratelli d'Italia Wanda Ferro nel corso del Question Time appena conclusosi a Montecitorio.

Ferro, nel corso della sua interrogazione diretta al Ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha parlato di uno "stato di emergenza a causa della presenza della mafia nigeriana a Castel Volturno, dove c'è una massiccia presenza di immigrati irregolari stimati tra le 15mila e le 20mila unità. C'è una grande preoccupazione. La mafia nigeriana ha messo le mani in diversi settori anche grazie a patti di non belligeranza con cosche mafiose locali. Abbiamo parlato di droga e prostituzione ma anche il traffico di organi con un rene pagato 5mila euro secondo quanto riferito da una donna che si è pentita". E quindi la richiesta di interventi dopo la disponibilità mostrata dal ministro Elisabetta Trenta ad inviare nella città del litorale un contingente militare, impegno a cui non è seguita nessuna azione concreta.

Salvini ha ribadito di essere, già nella giornata di domani, giovedì 16 maggio, a "Napoli per il quarto comitato d'ordine pubblico". Su Castel Volturno il vicepremier ha ribadito come "al momento sono impegnati 230 militari per le operazioni Terra dei Fuochi, Antidroga ed Aniticamorra; ai contingenti militari di strade sicure - ha aggiunto - si aggiungono 18 operanti dei reparti prevenzione crimine della polizia di stato. Negli ultimi mesi ci sono stati servizi interforze antidroga con almeno 30 operatori forze dell'ordine per ciascun servizio". 

Sulla mafia nera, Salvini ha poi ribadito il suo impegno a chiedere "alla collega e lo farò per iscritto oggi stesso. A Castel Volturno c'è una comunità locale che resiste e reagisce, a livello di parrocchie, volontariato e famiglie. Sulla mafia nigeriana mi auguro che i tribunali squarcino un velo di silenzio che sta coprendo quella che è una vera e propria radicazione mafiosa che arriva dall'altra parte del continente. Verificare chi sbarca in Italia è non solo un mio diritto ma un mio dovere", ha concluso. 

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