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Macrico, comitato in pressing su don Antonello: "No ai profitti, vogliamo un parco pubblico"

Caiola e Tanzarella chiedono un incontro al neo presidente dell'Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero

La nomina di don Antonello Giannotti a presidente dell'Istituto di Sostentamento del Clero della Diocesi di Caserta, l'ente proprietario del Macrico, è stata accolta con favore dal comitato Macrico Verde, che da anni si batte affinchè l'ex area militare sia destinata ad "F2" (verde pubblico inedificabile). "In vista del 1° gennaio 2022 quando ufficialmente egli entrerà nel pieno delle sue funzioni di presidente siamo fiduciosi che il suo lavoro sarà improntato, come è stato fino ad oggi negli incarichi che ha ricoperto, ad una fattiva e concreta azione che riaffermi la funzione sociale del diritto di proprietà. Quel diritto, infatti, ha giustificazione non come mero ed egoistico possesso ma come servizio responsabile al bene di una comunità", sottolineano in una nota Maria Carmela Caiola e Sergio Tanzarella.

I due esponenti del comitato Macrico Verde 'mettono le mani avanti', lanciando al contempo l'ennesima stoccata all'amministrazione del sindaco Carlo Marino: "La Chiesa cattolica, con papa Francesco, è sempre più attenta alla cura del Creato e della nostra casa comune. Sia papa Francesco, sia il vescovo di Caserta Pietro Lagnese e sia la Conferenza Episcopale Italiana crediamo che seguano con viva partecipazione la sorte dell’immensa area Macrico. Quell’area non può divenire l’ennesimo buon affare per alcuni, come hanno cercato di realizzare in questi ultimi 20 anni i numerosi progetti inverosimili dietro i quali si nascondeva lo scopo di ottenere uno straordinario profitto. L’area Macrico non può essere caricata della responsabilità di risolvere i gravissimi problemi sociali, occupazionali, urbanistici e di uffici pubblici da cui è afflitta Caserta e sono condizionati i comuni limitrofi. Essa è solo l’ultima occasione per dare ai cittadini un po’ di benessere e di vivibilità con un autentico parco che restituisca parte di ciò di cui sono stati sistematicamente derubati. Un semplice parco come ve ne sono in decine di migliaia di città in tutto il mondo. In ogni caso non sarà il cemento a rendere fruibile questo diritto".

Oggi la Chiesa cattolica è chiamata in nome della carità, come è accaduto più volte nella storia, ad esercitare un compito di supplenza rispetto ad uno Stato inadempiente e indifferente al bene dei cittadini. La storia di questi ultimi vent’anni lo dimostra con evidenza: se l’area non è stata sottoposta a speculazioni ed affari lo si deve innanzitutto alla Chiesa stessa che grazie al vescovo Raffaele Nogaro seppe fare argine, sebbene a caro prezzo personale, ad affaristi e politicanti. Riteniamo, quindi, che l’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero, in perfetto accordo con la sensibilità già manifestata dal vescovo Pietro Lagnese, saprà interpretare i segni dei tempi con scelte orientate al bene comune e alla morale sociale cristiana, in una terra che per troppi decenni ha subito saccheggi, violenze e irreparabili inquinamenti e distruzioni. Chiediamo, quindi, al nuovo presidente un incontro per prospettare la nostra idea per il primo parco pubblico di Caserta e per ascoltare le sue intenzioni riguardo al futuro del Macrico", concludono Maria Carmela Caiola e Sergio Tanzarella.

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