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Il presidente dell'Ordine degli Architetti Raffaele Cecoro

Il presidente dell'Ordine degli Architetti Raffaele Cecoro

L'Ordine degli Architetti boccia il progetto di una scuola nel Macrico: "Apre la strada alla speculazione"

Documento della commissione Urbanistica contro la delibera approvata dalla giunta Marino: "Annulla di fatto la destinazione a verde attrezzato, anticipa e sconfessa il Puc"

“La delibera che approva il progetto di una nuova scuola nell’area del Macrico anticipa e sconfessa la definizione ed approvazione del Piano Urbanistico Comunale”. E’ netto (e negativo) il parere che la commissione Urbanistica dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Caserta, guidato dal presidente Raffaele Cecoro, dà sull’iter avviato dall’amministrazione comunale del Capoluogo capeggiata dal sindaco Carlo Marino. Secondo gli architetti, infatti, l’atto ufficiale approvato dalla giunta comunale è in contrasto con quanto stabilito in sede di redazione del preliminare di Puc, approvato con delibera numero 69 del 2017, che individuava per l’area del Macrico “una destinazione prevalentemente a verde attrezzato. 

“Appare a dir poco inopportuno - si legge in una nota ufficiale dell’Ordine degli Architetti - decidere la destinazione di una porzione dell’Area ex Macrico in assenza di uno strumento urbanistico che individui, a seguito di un processo di condivisione, la strategia complessiva della Città e in particolare di un’area che nel tessuto urbanistico cittadino e territoriale assume un ruolo rilevantissimo”.

L’Ordine ritiene necessario “richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale al rispetto di quanto già avviato per la redazione di uno strumento di pianificazione in itinere, indispensabile per il futuro della Città capoluogo e del suo territorio. La necessità di realizzare un’importante opera pubblica potrebbe essere un’occasione per riprendere le attività di confronto volte a delineare, attraverso laboratori di pianificazione partecipata, un’idea strategica di destinazione per l’intera area Macrico ed evitare quegli errori di cui oggi sono visibilmente evidenti i segni nel tessuto urbano, in quanto rappresentano interventi non pianificati e non condivisi, ma nati solo da esigenze contingenti”.

Senza dimenticare “il vincolo della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Regione Campania che dichiara l’area ex Macrico, con i manufatti edilizi preesistenti, di particolare interesse e, quindi, sottoposta a tutte le disposizioni di tutela in esso contenute”.

Ma non basta. Perché l’Ordine degli Architetti sottolinea come “la delibera annulla, di fatto, anni di battaglie condotte dalla collettività con la forte spinta delle associazioni culturali, ambientaliste., introducendo un elemento di pericolosa discontinuità con l’idea, ormai acclarata, di un futuro organico per questa parte di città. Il nuovo atto d’indirizzo costituisce una netta inversione di tendenza rispetto a tale risultato e alle nuove politiche di sviluppo che individuano nella Smart City il punto di arrivo. Francamente, dalla stesura definitiva del PUC ci si aspetta il riequilibrio nella dotazione delle attrezzature pubbliche, tanto più che il Macrico è ricompreso in un unico comparto che si estende alle limitrofe caserme, oggi in via di dismissione. È necessario che Caserta utilizzi il Macrico per dotarsi finalmente di un’ampia area a verde attrezzato, con strutture a uso collettivo, a servizio dell’intera conurbazione, per colmare la gravissima mancanza del verde pubblico previsto dalla normativa vigente, sia nazionale che regionale, e per rispettare le richieste dei cittadini. L’area ex Ma.cri.co. e le aree contermini sono occasione di recupero identitario per la città, attraverso un’importante operazione di riqualificazione fisica del contesto urbano, necessaria a quel processo di rivitalizzazione indispensabile per proiettare Caserta nel futuro”.

“Alla luce di queste considerazioni - continua il documento - si evidenzia che l’atto di estrapolare dall’area singoli lotti per l’esecuzione di interventi disgiunti e disorganici, seppure di pubblica utilità, oltre a rappresentare un pericoloso precedente nella direzione della parcellizzazione, che di fatto apre la strada a successivi possibili interventi di speculazione, neutralizza la possibilità di un disegno organico che abbia le caratteristiche e le valenze sopra descritte. Del resto tale convincimento è già patrimonio dell'amministrazione comunale, essendo chiaramente espresso nella Delibera di Consiglio Comunale n.45 del 11 aprile 2014, come linee di indirizzo per il redigendo PUC. Si auspica, quindi, che l’amministrazione comunale concentri la propria attenzione sul forte contributo che la destinazione dell'area Ma.cri.co. a Parco pubblico può dare al processo di rigenerazione urbana della città di Caserta e del suo contesto conurbativo. A tale scopo - conclude - sarebbe anche opportuno concentrarsi sulla creazione di un sistema di supporto che funga da indotto per i tanti attrattori turistici del nostro territorio, promuovendo, ad esempio, attività formative per il recupero di mestieri tradizionali che siano strettamente connessi alla manutenzione e al rilancio dei beni monumentali”.

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