Il nuovo logo della Reggia voluto dall'ex direttore 'pro tempore'. Caserta esclusa da subito

La gara espletata da Lampis prima della scadenza del suo mandato. Solo 3 ditte contattate per partecipare e nessuna del territorio

Il nuovo logo della Reggia di Caserta

E' un percorso amministrativo durato oltre un anno quello che ha portato al piano di comunicazione della Reggia di Caserta, con il logo tanto criticato, e che ha visto l'esclusione a monte delle agenzie casertane. 

L'iter ha avuto inizio sotto la guida del direttore ad interim Antonio Lampis che, nonostante un incarico a tempo fino alla nomina di un nuovo direttore dopo il pensionamento di Mauro Felicori, ha ravvisato la necessità di "organizzare il racconto museale con riferimento alla comunicazione con il pubblico, revisionando gli apparati didascalici ed informativi nell'ambito dei vari spazi del Museo". Così è stata avviata l'indagine per individuare la ditta.

Il 28 marzo del 2019 sono state interpellate, con il criterio della migliore offerta, la Sigla Comunicazione di Mantova, l'Agenzia Graffiti di Riva del Garda (Trento) e il Crop Studio di Napoli, chiedendo che l'offerta pervenisse entro 10 giorni. Alla data di scadenza sono pervenute le proposte della Sigla Comunicazione (con un importo di 37mila 500 euro) e l'Agenzia Graffiti (con un importo di 50mila euro) mentre Crop Studio non ha presentato offerta. Il 17 giugno 2019 c'è stata la determina di affidamento diretto in favore della Sigla Comunicazione. 

A distanza di 10 mesi il direttore Tiziana Maffei (che si è insediata solo a luglio ormai a giochi già fatti) ha avuto l'onere (più che l'onore viste le critiche) di presentare il progetto che ha fatto storcere il naso a molti, tra cittadini ed addetti ai lavori.

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Quello che ancora non è chiaro è l'esclusione a priori delle aziende di comunicazione della Provincia di Caserta e di quelle casertane, in particolare. Forse, concediamoci il beneficio del dubbio, un gruppo di lavoro casertano avrebbe potuto evidenziare maggiormente il senso profondo che lega la Reggia alla città e, nel caso, creare un logo che potesse rappresentare un simbolo in cui i casertani si rispecchiassero e non un anonimo monogramma replicabile per un qualsiasi studio professionale o hotel.

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