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"Spintoni, insulti e minacce: sono stato aggredito dal sindaco"

Ciocio ricostruisce i fatti dell'ultimo Consiglio: "Aspettavo scuse che non sono arrivate..."

Spintoni, insulti e minacce. La tensione a Lusciano cresce di nuovo a livelli altissimi e l’avvicinarsi della nuova tornata elettorale, sicuramente, rende ancora più infuocato il clima politico. Oggi va registrata la presa di posizione del consigliere comunale di minoranza Filippo Ciocio, protagonista dell’ultimo consigli comunale del 29 giugno scorso, quando si è rischiato davvero di vedere scoppiare una rissa per motivi politici ed amministrativi.

“A margine dell'ultimo consiglio comunale del 29 giugno sono successe cose molto gravi” racconta Ciocio. “Noi consiglieri di minoranza insieme agli indipendenti abbiamo intavolato una semplice discussione politica sulla impropria costituzione della nuova giunta, ovvero sull'aver incaricato nuovi assessori senza riassegnare le deleghe più importanti, lasciando di fatto Lavori Pubblici, Servizi Sociali, Ambito c07, Ecologia e Cimitero fuori dalla discussione e dalla programmazione economica della giunta, di cui queste deleghe rappresentano almeno il 90%. Un rimpasto che pareva dettato solo dall'esigenza di riassegnare gli stipendi, piuttosto che dal volere migliorare l'esecutivo. Si potevano certamente cambiare gli assessori premiando nuovi consiglieri, ma dando incarichi operativi”.

Ma qui succede il finimondo: “A seduta sospesa, in un momento di tranquillità totale, il primo cittadino (Nicola Esposito, ndr) si è precipitato con fare minaccioso fuori al Palazzo Ducale insultando ripetutamente e cercando il contatto fisico prima con il consigliere Luciano Mariniello, accontentandosi poi del "sottoscritto", che in quel momento ero tranquillo e silente in un angolo per i fatti miei. Solo i ripetuti interventi dei cittadini presenti hanno impedito al sindaco di riuscire nel suo intento violento tra spintoni e trattenute varie, ma non sono mancati pesanti insulti con linguaggio offensivo da strada (che si omettono perché troppo volgari) e gravi frasi del tipo "se inizio a parlare io, vi distruggo tutti ", "non vi faccio parlare più" e "non vi faccio uscire più dal vostro portone”. Ai tanti insulti e minacce ricevute, nel mentre cercavo di difendermi dal suo impeto con l'aiuto dei presenti, ho risposto che la doveva finire, perché si stava comportando da delinquente, che le sue erano minacce e se aveva qualcosa da raccontare, era il momento giusto,  altrimenti erano minacce e ricatti tipo malavitosi. Tutto ciò mentre il primo cittadino tentava di colpirmi”.

Ciocio aggiunge: “Il sindaco è recidivo di certi atteggiamenti, tutti ricorderanno le offese e le minacce al sottoscritto ricevute dallo stesso sindaco in consiglio, che furono pure comunicate alle autorità, ma pure insulti e atteggiamenti minacciosi da altri membri della maggioranza. Come poco tempo fa in una riunione sul bilancio con l'assessore al ramo. Per la cronaca la mia auto presenta ancora i segni di atti violenti di un altro membro della maggioranza”.

Poi chiude: “La violenza in un contesto democratico non è mai una risposta ma solo la certificazione della mancanza di risposte e contenuti. Il clima di odio che avete messo in piedi nella casa comunale, dividendo i luscianesi tra amici e nemici non ha nulla di politico ed ha costituito un elemento di freno allo sviluppo del nostro territorio. Non tutto si può perdonare, ma comunque non sono arrivate scuse ma ancora attacchi da parte vostra. Incredibile che i consiglieri del gruppo di maggioranza, invece di prendere le dovute distanze dagli atti violenti, hanno partecipato alla costruzione di una mistificazione della realtà, una costruzione alternativa degli avvenimenti. Dispiace che chi sta intorno al sindaco, invece di portarlo su più miti sentieri, lo difenda, anche quando è indifendibile. In questi giorni sono stato in silenzio stampa, molto amareggiato e deluso, aspettando un gesto di distensione da parte di qualcuno di voi, ma nulla è arrivato. Al vostro odio rispondo con un invito ad innamorarvi delle idee, degli ideali e della vostra terra piuttosto che degli uomini e delle donne che la rappresentano pro tempore. Vi invito pure alla moderazione del linguaggio, sono volate a consiglio sospeso parole grosse anche da parte di molti membri della maggioranza e dalla stessa presidente, che sono una ferita per l'istituzione e per il vivere civile”.

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