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La lettera di Gianluca: "Confessioni di un navigator pentito"

La delusione di uno dei contrattualizzati Anpal che ha visto scadere il suo contratto

Dal 1° agosto i contratti dei Navigator attivi in 5 regioni tra cui la Campania sono ufficialmente scaduti. Una vertenza lasciata cadere nel vuoto con oltre 500 persone che - assunte per trovare sbocchi lavorativi ai percettori del Reddito di Cittadinanza - si sono ritrovate senza più occupazione. Una situazione che ha riguardato da vicino 270 navigator campani il cui nuovo contratto - sottoscritto a maggio con Anpal - è stato reso 'inefficace' per un vincolo posto dalla Regione. Il danno e la beffa: la busta paga di giugno è stata pari a zero e con ogni probabilità lo sarà anche quella di luglio. Uno dei navigator Campani, Gianluca Galasso, ha scritto a CasertaNews affidando alla sua lettera aperta tutta la sua delusione nelle "confessioni di un navigator pentito". 

"Potete finalmente tirare tutti un sospiro di sollievo e stare più sereni - si legge - Al male dell’Italia per eccellenza è infatti stato inferto oggi un colpo mortale: oltre 500 navigator (270 in Campania nda) sono stati “disinnescati”, “neutralizzati”. Come fosse stata una deblattizzazione. La restante parte verrà verosimilmente “liquidata” a fine ottobre. Abbiate solo ancora un po’ di pazienza e del “cancro” della nostra “Società Civile” non resterà traccia alcuna, quella che è considerata la genesi di tutti i mali d’Italia verrà finalmente debellata. Si concluderà, alla buon’ora, uno dei capitoli più oscuri della storia di questo Paese. Poco più di tre anni fa un gruppo di “scappati di casa” ebbe l’ardire di partecipare ad una selezione pubblica, portando con sé conoscenze e professionalità, ma soprattutto un sogno, quello di poter essere parte di un cambiamento epocale: realizzare, dare forma concreta, a quelle che, tecnicamente, vengono definite PAL (Politiche Attive per il Lavoro). No, non è un fatto brutto, tranquilli: nei Paesi Civili è la “normalità”, anche se di normalità noi ne sappiamo ben poco, per lo più per sentito dire.

Ma abbiamo peccato di delirio di onnipotenza. Con le nostre belle lauree in tasca e con le nostre velleità di servire un Paese boccheggiante abbiamo avuto la presunzione di poter avere un ruolo attivo, di poter gettare i semi di un cambiamento stabile e duraturo, di poter portare la qualità dei servizi offerti al cittadino ad un livello più elevato. E l’imperdonabile ingenuità di pensare che ce lo avrebbero lasciato fare, che ci avrebbero supportato, al di là di ideologie, bandiere e interessi. Chiedo scusa se ho osato personalmente disturbare oltre novecento beneficiari, provando a dar loro assistenza, cosa mai concessa loro prima d’ora, ascoltando le loro storie dal sapore amaro, fatte di precarietà, di disillusione, di umiliazione, di rassegnazione e di dolore. Chiedo scusa alle oltre settecento aziende con le quali ho tentato di instaurare un rapporto di fiducia e di collaborazione cercando di venire incontro alle loro esigenze nella ricerca di personale. Chiedo scusa se ho redatto coi miei colleghi una lista di Enti di Formazione per poter offrire la possibilità ai meno fortunati dì riempire i loro gap formativi o offrire loro un percorso completamente nuovo per cominciare o ricominciare un percorso lavorativo. Chiedo scusa se con i miei colleghi ho periodicamente fotografato, in un dettagliato report, la situazione occupazionale e fatto un attento screening della platea, delle opportunità e dei trend occupazionali. Chiedo scusa se ho cercato di indirizzare dei giovani disoccupati verso gli ITS, affinché potessero avere la chance di trovare, un domani, una degna collocazione nel mondo del lavoro. Chiedo scusa se mi sono permesso di segnalare a centinaia di persone delle opportunità occupazionali in liea con le loro capacità e condizioni. Chi mi credevo di essere? E dove credevo di trovarmi? In Germania, forse, dove i nostri omologhi sono numericamente dieci volte quanti siamo noi e gestiscono al più quaranta utenti cadauno, sono ben formati ed hanno a disposizione un apparato e strumenti perfettamente funzionanti, nonché le Istituzioni che non si mettono loro di traverso?

Mea culpa: me li sono andati a cercare io gli epiteti che ci sono stati attribuiti, i luoghi comuni che sono rimbalzati di testata in testata, di TG in TG, trasversalmente, e le accuse di aver sottratto risorse al Paese senza dare nulla in cambio. Perdonateci. Non lo faremo più. Da oggi potrete avere la conferma che tutte le accuse nei nostri confronti erano pregne di senso. Da domani tutto cambierà, siatene certi. La disoccupazione diminuirà come per miracolo, il PIL nazionale crescerà come mai negli ultimi decenni, gli sprechi di danaro pubblico cesseranno d’un colpo di esistere, "e sarà sempre Natale, e festa tutto l'anno...". Probabilmente anche le temperature scenderanno e si riuscirà a combattere il surriscaldamento globale, chi può dirlo. Le aziende si riverseranno fiduciose presso i CPI per offrire le loro vacancy e una altrettanto fiduciosa platea di beneficiari del RdC si affiderà alle amorevoli e professionali mani di soggetti seri e qualificati che certamente si prenderanno cura di questi ultimi, i più bisognosi, gli inascoltati, gli eterni emarginati. Però attenzione: venendo a mancare una nemesi, un capro espiatorio, la nostra gaglioffa classe politica dovrà pur sostituire il bersaglio. A chi potrà toccare? Nessuno si sentisse al sicuro. Noi staremo alla finestra, a guardare. E forse, a ridere, stavolta saremo noi".

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