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Martedì, 31 Gennaio 2023
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La Campania è la capitale d'Italia delle ecomafie: 430 reati nel casertano

Il rapporto Ecomafia 2022 di Legambiente lancia l'allarme

La Campania si conferma, per Legambiente, la capitale d'Italia per l'ecomafia: maglia nera nella classifica dell'illegalità ambientale, del ciclo illegale dei rifiuti e del cemento e per corruzione ambientale.

La provincia di Avellino è prima in Italia nel cemento illegale e quella di Napoli seconda nella classifica della rifiuti connection. A fare il punto è il nuovo Rapporto Ecomafia 2022, con un focus sul caso Campania. Nel 2021 in Campania i reati contro l'ambiente sono stati 4.149 (13,6% del totale nazionale), ma con una significativa riduzione rispetto al 2020, quando erano stati ben 5.457. Il "primato" riguarda anche le persone denunciate (3.790), quelle arrestate (73) e i sequestri (1.688). A livello provinciale si riscontra il primato di Napoli, terza in Italia, con 1.058 reati accertati, 1.240 persone denunciate, 45 arrestate e 850 sequestri. Segue Salerno con 836 illeciti ambientali, 646 persone denunciate, 3 arresti e 233 sequestri. Ad Avellino sono stati 721 i reati con 476 persone denunciate e 120 sequestri. Chiudono la classifica Caserta, con 430 reati, 312 persone denunciate, 2 arresti e 227 sequestri, e Benevento, con 175 reati, 107 persone denunciate, 5 arrestate e 51 sequestri effettuati.

Nel 2021 le forze dell'ordine hanno applicato in Campania per ben 225 volte i delitti contro l'ambiente, portando alla denuncia di 276 persone fisiche e all'arresto di 35 soggetti, con il corollario di 108 beni posti sotto sequestro per un valore complessivo di oltre 112 milioni di euro. Numeri che fanno della Campania anche in questa classifica leader nazionale. Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, la Campania (con 1.629 reati, quasi un quarto di quanto verbalizzato in tutto il Paese) guida la classifica degli illeciti accertati nel 2021. Sono state 1.696 le persone denunciate, 62 gli arresti e ben 985 i sequestri. Non si sono fermati gli incendi agli impianti di trattamento, smaltimento e recupero con numeri da codice rosso: da quando Legambiente ha iniziato questa specifica attività di monitoraggio, nel gennaio del 2013, di incendi se ne sono contati 174, seconda regione dopo la Sicilia con 201

Maglia nera anche per il ciclo del cemento: la Campania conquista il triste primato a livello nazionale con 1.237 reati in leggera flessione (erano 1472 lo scorso anno), con 1.413 persone denunciate, quattro arresti e ben 325 sequestri. Infine, la corruzione ambientale: in Campania, nel periodo di rilevazione, che va dal 16 settembre 2021 al 31 luglio 2022, Legambiente ha censito 19 inchieste in cui le "mazzette" hanno facilitato l'aggiudicazione di appalti per la gestione dei rifiuti piuttosto che per la realizzazione di opere pubbliche o la concessione di licenze edilizie, con 47 persone arrestate, 113 persone denunciate e 44 sequestri. Spostando il conto all'inizio del 2010, anno in cui Legambiente ha iniziato il censimento, la Campania conquista anche in questa filiera il triste primato nazionale con ben 185 inchieste intercettate dai nostri radar, 832 persone arrestate, 1095 denunciate e 212 sequestri.

"Il quadro - commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania - continua a essere preoccupante. Basta leggere le storie delle indagini concluse da magistratura e forze dell'ordine, o quelle sulle 'mutazioni' o sui nuovi inabissamenti da parte delle ecomafie descritti puntualmente da fonti istituzionali molto autorevoli per comprendere il senso profondo del nostro allarme. La scorsa legislatura è stata, per molti versi, deludente. Si è caratterizzata per una novità normativa importante, come l'inserimento dei delitti contro il patrimonio culturale e per l'approvazione dell'emendamento sul ruolo dei prefetti nell'abbattimento degli ecomostri 'storici' e non demoliti dai comuni, poi vanificato, però, da una circolare emanata dal ministero dell'Interno. Ma quasi tutte le proposte puntuali fatte dalla nostra associazione sull'inasprimento delle pene per alcuni reati gravi, ancora di natura contravvenzionale secondo la normativa italiana vigente, o quelle sul potenziamento del sistema dei controlli ambientali pubblici del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, non sono state fatte proprie dal legislatore. È necessario una scatto in avanti ora più che mai visto che sono stati assegnati i primi finanziamenti dei bandi del Pnrr, molti altri ne verranno aggiudicati nel prossimo futuro, e presto si apriranno i tanti cantieri dell'agognata transizione ecologica".

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