Lavori per chi percepisce il reddito di cittadinanza, 11 consiglieri in pressing sul sindaco

La mozione di 'Speranza per Caserta' ottiene il placet anche di tre consiglieri di maggioranza. Chiesta un'accelerata per l'attivazione dei 'Progetti di utilità collettiva'

I consiglieri di 'Speranza per Caserta', Norma Naim e Francesco Apperti

Tra gli aspetti più interessanti della legge che istituisce il reddito di cittadinanza, c’è l’obbligo da parte dei beneficiari di offrire la propria disponibilità per progetti utili alla collettività, predisposti dai Comuni in ambito culturale, sociale, artistico, formativo e di tutela dei beni comuni, per un minimo di otto ore settimanali.

“Questa parte della normativa è stata finora totalmente ignorata da molti Enti locali, tra i quali il Comune di Caserta – spiega Francesco Apperti, consigliere di Speranza per Caserta – ed è un vero peccato se consideriamo l’elevato numero di percettori del reddito e, contestualmente, le enormi carenze nei servizi offerti dall’amministrazione. Per questo motivo, abbiamo ritenuto di sollecitare il sindaco Carlo Marino e la sua giunta ad attivare, con la massima urgenza, i 'Progetti di utilità collettiva (Puc)' attraverso i quali i cittadini beneficiari del reddito di cittadinanza potranno offrire, ciascuno secondo le sue possibilità e capacità, un importante aiuto alla comunità”.

La mozione ha riscontrato una adesione notevole in seno al consiglio comunale, venendo sottoscritta sia da esponenti dell’opposizione (oltre a Speranza per Caserta, hanno firmato i consiglieri Antonello Fabrocile, Emilianna Credentino, Roberto Desiderio, Enzo Bove, Alessio Dello Stritto e Nicola Garofalo) che della maggioranza (Matteo Donisi, Antonio Ciontoli e Mario Russo). “Questo – commenta la capogruppo di Speranza per Caserta, Norma Naim – ci fa ben sperare per quando sarà discussa in aula, sperando che ciò avvenga nei tempi regolamentari (entro un mese, ndr), perché vista la situazione di enorme difficoltà dell’Ente ad assicurare anche i servizi minimi, non c’è un solo giorno in più da perdere. L’impegno nei Puc, poi, potrà costituire una occasione per persone attualmente disoccupate di mantenere vivi i rapporti con la società e sentirsi utili alla propria città”.

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