L’orrore dell’Olocausto raccontato da Tullio Foà agli studenti | FOTO

Il sindaco Colombiano: "E' fondamentale parlare del passato per evitare gli errori nel futuro"

Gli studenti con il sindaco, la dirigente e Tulliò Foà

Nell'auditorium della della scuola media 'Leonardo Da Vinci' di San Marcellino stamattina (24 gennaio), c'è stato un incontro-dibattito con Tullio Foà, superstite delle leggi razziali ed esponente della comunità ebraica di Napoli. All'incontro ha partecipato il sindaco Anacleto Colombiano e la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Maria Amalia Zumbolo. Foà ha ricordato le discriminazioni che subì da bambino, quando fu costretto a frequentare una classe speciale, composta solo da bambini ebrei. Il racconto di Foà ha ricordato le drammatiche condizioni economiche in cui versava la sua famiglia, impoverita dalle restrizioni nei confronti degli Ebrei in vigore in seguito all’emanazione delle leggi razziali a partire dal 1938: "Ricordo il mio primo giorno di scuola, di essere stato orgoglioso di indossare il grembiulino nero, il colletto bianco inamidato ed il fiocco rosso, andavo con mio fratello maggiore che mi trasmetteva sicurezza ed ero contento di incontrare gli amici in Sinagoga".

"Dopo qualche giorno però cominciai a notare qualcosa di diverso e precisamente che solo noi dieci entravamo ed uscivamo da un cancello secondario, un quarto d’ora prima per l’entrata e un quarto d’ora dopo per l’uscita; solo noi dieci non potevamo avere contatti con gli altri e potevamo andare in bagno solo se gli altri erano tornati in classe, avevamo solo due insegnanti una per la prima, seconda e metà terza classe  e l’altra  per le classi restanti. È questo il ricordo più brutto, il non riuscire a capire perché non potessi avvicinarmi agli altri bambini”.

Il racconto del signor Foà ha suscitato grande interesse negli allievi, generando un clima di grande partecipazione emotiva. Il sindaco Colombiano ha sottolineato le "commoventi parole di Foà" perché "bisogna diffondere e rafforzare, soprattutto nelle giovani generazioni, la conoscenza di tragici eventi e fatti come la Seconda guerra mondiale, le leggi razziali, lo sterminio nazista, rispondendo con forza all'esigenza di diffondere sentimenti di solidarietà, di pacifica convivenza, di rispetto della libertà e della dignità umana. I viaggi che puntualmente facciamo ogni anno sono voluto fortemente da questa amministrazione per coltivare la memoria dei tragici eventi anche a fronte dell'assenza di memoria storica di tanti cittadini ed in particolare delle giovani generazioni. Mantenere la memoria della ‘Shoah’ è un dovere che abbiamo nei confronti dell’umanità".

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La dirigente Zumbolo ha ringraziato "un figlio del nostro tempo" che "consegna qualcosa di importante finché siamo in tempo. E' fondamentale vivere, anche grazie all'amministrazione, quei viaggi nei luoghi della memoria che deve essere contagiosa. Dobbiamo dire con forza che siamo umani. Per maggio è previsto un viaggio, che ci garantirà di vedere con i nostri occhi gli orrori del passati. Orrori che non dovranno più ripetersi in futuro".

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