Vertenza Jabil: "Delusi dai consiglieri regionali"

Riunione in commissione regionale Lavoro. Il segretario Fiom Cgil, Percuoco: "Lavoratori abbandonati a loro stessi"

Ennesima giornata di mobilitazione per scongiurare i 190 licenziamenti annunciati dalla Jabil di Marcianise. La vertenza è stata infatti al centro di una riunione della commissione Lavoro del consiglio regionale della Campania, ma "si è trattato di una discussione "francamente deludente - ha spiegato all'agenzia Dire il segretario Fiom Cgil Caserta, Francesco Percuoco - Nessuno dei consiglieri ha sentito l'esigenza di intervenire, i lavoratori sono stati abbandonati a loro stessi. Ci troviamo a convivere con una totale impotenza delle istituzioni, che restano mere spettatrici delle mosse di una multinazionale che fa la voce grossa e prepotente. Brancoliamo nel buio".

Percuoco ha fatto poi sapere che gli uffici legali del sindacato sono al lavoro per valutare di impugnare "i licenziamenti, visto che il governo ha detto pubblicamente che sono illegittimi". Intanto, in fabbrica tra i lavoratori cresce lo sconforto per l'incertezza rispetto al proprio futuro occupazionale. "Ci sono colleghi monoreddito con tre figli che saranno licenziati - ha raccontato Antonio D'Aiello, dipendente della Jabil - Più passa il tempo e più credo che si possa arrivare ad atti inconsulti. C'è rassegnazione, rabbia ed esasperazione".

Per i lavoratori la multinazionale americana sta cercando di "alimentare una guerra tra poveri". Solo 160 dipendenti dei 350 di Marcianise hanno infatti già accettato l'esonero volontario e la ricollocazione, mentre per i restanti 190 è stato sancito il licenziamento collettivo. "I 160 - ha aggiunto D'Aiello - hanno accettato per delle vessazioni. Noi altri non siamo affezionati a Jabil, ma ci hanno proposto progetti truffa, start-up, aziende sull'orlo del fallimento dove lavorare per due anni. Oggi Jabil rompe il tavolo di trattativa nazionale perchè non accetta le disposizioni del governo, e cioè che non sono previsti i licenziamenti".

"Il nostro slogan oggi è: 'Non salvare Jabil, ma i lavoratori e il lavoro', cioè la multinazionale può andare via, ma si trovi una soluzione sostenibile, come un'azienda che rilevi l'intero stabilimento e riesca a darci maggiore stabilità - ha concluso Antonio D'Aiello - Durante l'emergenza Covid, dopo il lockdown è arrivata un'altra batosta per noi lavoratori. Nel contesto economico attuale diventa impossibile immaginare un futuro lavorativo".

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