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Sabato, 15 Giugno 2024
Attualità Marcianise

Jabil 'scappa' da Marcianise: doccia fredda per 420 lavoratori

Nell’incontro ieri a Roma l’azienda ha confermato il disimpegno. Adesso i sindacati studiano nuove forme di protesta

Nessun passo indietro da parte della Jabil. La multinazionale americana ha confermato la sua intenzione di disimpegnarsi dallo stabilimento di Marcianise, gettando nello sconforto i 420 lavoratori coinvolti. La notizia ha alimentato la rabbia e la delusione tra gli operai, che ora stanno pensando a nuove forme di protesta.

L'incontro a Roma

La conferma è arrivata durante l'incontro tenutosi ieri a Roma, presso il Ministero per le Imprese e il Made in Italy (MIMIT), alla presenza dei rappresentanti sindacali. Nonostante le speranze dei lavoratori, l'azienda ha ribadito la sua decisione di chiudere l'impianto casertano. Prima dell'incontro, i lavoratori giunti a Roma in pullman avevano organizzato un breve corteo, manifestando il loro dissenso.

La reazione dei sindacati

I sindacati, tra cui Fim, Fiom, Uilm e Failms, insieme ai lavoratori della Jabil, hanno mantenuto un presidio presso il MIMIT, esprimendo una ferma opposizione alla scelta aziendale. "Riteniamo che il settore dell’elettronica in Italia sia in salute e quindi non è condivisibile la scelta dell’azienda," hanno dichiarato i rappresentanti della Fim. "La Fim ritiene fondamentale l’interlocuzione del Ministero che, a valle dell’incontro, ha chiesto all’azienda di prendere in considerazione le richieste del sindacato".

Sciopero generale

La crisi non riguarda solo la Jabil. La situazione nel settore metalmeccanico a Caserta è critica. In risposta, i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato uno sciopero generale territoriale dei metalmeccanici per il 13 giugno. La mobilitazione vuole richiamare l’attenzione sulle problematiche che affliggono l’intero comparto industriale della provincia.

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