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Isola ecologica su resti archeologici. "Calpestata la storia"

I consiglieri comunali di opposizione contestano la decisione di sindaco e assessore

Isola ecologica su resti archeologici. "Calpestata la storia". E' questa la denuncia che parte dai consigliere comunali di opposizione del centro destra di Mondragone, Valerio Bertolino, Pasquale Marquez, Alessandro Pagliaro, Antonio Pagliaro e Giovanni Schiappa. "La scelta dall’assessore delegato Emilio Di Lorenzo che ha “e-seguito” quanto indicato dall’ex assessore ai rifiuti Antonio Federico, senza rispetto per la storia del nostro territorio, hanno il coraggio di “calpestare” i resti archeologici del santuario di Panetelle, importante tempio preromano, senza tentennamento alcuno. Ciò va unito alle scelte scellerate già compiute in un recente passato su quell’area, quando senza se e senza ma il sindaco Virgilio Pacifico localizzò il deposito del cantiere rifiuti proprio accanto ai nostri imprenditori ortofrutticoli, ed ora proprio lì consente che siano conferite categorie di rifiuti inquinanti e certamente non compatibili con la frutta gli ortaggi della nostra terra".

Gli esponenti della minoranza poi rincarano la dose: "Dopo aver mancato più fantasmagoriche promesse elettorali riguardo all’ex Idac, con tanto di funivie e torri, oggi i consiglieri comunali di maggioranza si applaudono da soli dinanzi alla realizzazione di un centro che, comunque, lamenta l’assenza di un sistema di gestione degli accessi che prevede premialita’ riguardo al conferimento, ma esclusivamente l’esibizione dell’ultima bolletta pagata. Insomma, si tratta di un’isola ecologica che non incentiva chi paga e non educa chi non lo fa. Vigileremo, poi, affinché i locali dell’ex zuccherificio non siano utilizzati dal gestore dei rifiuti in luogo di quanto è già previsto nel capitolato a proprio carico, ovvero l’utilizzo degli spazi di cantiere, ma anche per la realizzazione di taluni servizi ed alcune prestazioni già previste e remunerate. Infine, nel merito siamo d’accordo ma il sistema ha certamente bisogno di essere organizzato meglio onde favorire la più ampia partecipazione, abituando la popolazione mondragonese. Nel metodo, invece, non ci troviamo per niente d’accordo anzitutto per la localizzazione che mortifica le eccellenze del territorio e, se non rispetta il passato, significa che ipoteca seriamente il futuro".

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