Consuntivo, Francesca Sagliocco chiude i conti con il passato: “I numeri non mentono”

L’assessore intervistata da Casertanews parla anche delle dimissioni dalla giunta De Cristofaro: “Andai via perché le azioni di un assessore tecnico non erano compatibili con quella maggioranza”

L'assessore al Bilancio Francesca Sagliocco

Un buco da 19 milioni di euro: è questo il disavanzo certificato dal bilancio consuntivo approvato dalla giunta di Aversa su proposta dell'assessore Francesca Sagliocco che ha acceso gli animi e le discussioni politiche. Casertanews ha affrontato la problematica con la diretta interessata per cercare di andare a fondo della questione.

Assessore Sagliocco, l’amministrazione Golia al suo primo bilancio consuntivo ha fotografato la situazione dei conti del Comune individuando quasi 19 milioni di euro di disavanzo, com’è possibile aver raggiunto una cifra così esorbitante? “La maggior parte del disavanzo è imputabile al fondo crediti dubbia esigibilità che per la prima volta è stato calcolato tenendo conto della effettiva capacità nella riscossione delle entrate (in conto residui) di difficile esazione, relativa agli ultimi cinque anni”.

Può aiutarci a capire meglio? “I residui attivi concorrono a determinare l’andamento economico e il “risultato” della gestione amministrativa di ogni ente pubblico. Essi possono, però, presentare un elevato livello di rischio in quanto non sempre riescono a trasformarsi in un’effettiva entrata per l’ente, pensiamo ad esempio a crediti per tributi non pagati o a canoni non riscossi. Il fondo crediti dubbia esigibilità ha appunto la funzione di evitare che i comuni utilizzino entrate non certe per finanziare spese e per mantenere l’equilibrio economico - finanziario. Se mi permette, però, vorrei essere ancora più chiara”.

La chiarezza è sempre un fattore positivo, prego... “La TARI e il canone per il servizio idrico, ad esempio, sono rispettivamente un tributo e un’entrata patrimoniale la cui tariffa copre integralmente il costo del servizio. Pertanto, appare evidente come il mancato pagamento da parte dei contribuenti di quanto dovuto a tale titolo abbia progressivamente eroso le risorse a disposizione dell’Ente per l’erogazione degli ulteriori servizi in favore dei cittadini (manutenzione verde, strade…). Infatti, il costo per il servizio di igiene urbana e il pagamento della fornitura idrica, stante la mancata esazione delle entrate a ciò destinate, sono stati per anni finanziati con altre entrate del bilancio comunale con progressiva erosione delle disponibilità finanziarie dell’Ente e, quindi, con la conseguente riduzione dei servizi in favore dei cittadini aversani”.

Eppure nel passato questo mastodontico vuoto economico non è mai venuto a galla, com'è possibile? “Nessuna azione è stata posta in essere dalle precedenti amministrazioni né in termini di trasparenza e chiarezza dei documenti contabili, attraverso l’evidenza di un congruo FCDE (fondo crediti dubbia esigibilità), così come consentito dalla legge, né in termini di messa in campo di azioni finalizzate alla rottura del circolo vizioso determinato dalla mancata riscossione delle entrate comunali. In realtà, fino all’esercizio 2019, la norma consentiva un minore accantonamento al Fondo crediti Dubbia Esigibilità, anche se prudenzialmente il calcolo più leggero (semplificato) previsto dalla norma poteva essere confrontato con quello ordinario che tiene appunto conto delle reali capacità di riscossione delle entrate comunali”.

Nella diretta su Facebook, il sindaco Golia ha snocciolato dei dati che hanno generato una legittima rabbia nella cittadinanza che paga le tasse ed esige i servizi. I numeri degli ultimi anni cosa dicono nello specifico? La fotografia è così drammatica? “L’andamento della riscossione delle entrate comunali nell’ultimo decennio ha fatto registrare percentuali bassissime di incasso non superiori al 20%, ad eccezione dell’ICI/IMU per la quale la percentuale di incasso si attesta intorno al 60%/70%. Mancati incassi che pesano come un macigno sulle finanze comunali dell’ultimo decennio”.

Qualcuno potrebbe imputarle di essere stata Assessore al Bilancio anche per il precedente Sindaco De Cristoforo e chiederle: “lei dov’era?” “Domanda legittima, ma di quella amministrazione ho fatto parte per circa otto mesi e, non ho mai – sottolineo mai – proposto un conto consuntivo né un bilancio preventivo al consiglio comunale. La mia breve esperienza nella precedente amministrazione era nata perché Enrico De Cristoforo mi aveva chiesto collaborazione come tecnico per ricoprire la carica di Assessore al Bilancio e alle Finanze. Dopo pochi mesi, però, mi resi conto che la presenza in Giunta di un tecnico con delega al Bilancio e ai Tributi comportava delle scelte non compatibili con gli obiettivi e con le esigenze della maggioranza che governava la città. In realtà la mia esperienza in quella amministrazione sarebbe stata ancora più breve se non fossero intervenuti i problemi giudiziari dell’allora Sindaco e, quindi, per senso di responsabilità, attesi il rientro al suo posto del primo cittadino. Inoltre, vorrei precisare che per quanto nella mia lettera di dimissioni del mese di aprile 2017 abbia detto di aver predisposto tutti gli atti propedeutici all’approvazione del bilancio preventivo, di fatto non conosco, poi, cosa sia stato sottoposto da quell’amministrazione al consiglio comunale per l’approvazione. Vorrei, inoltre, evidenziare che in data 07/03/2017, su mia proposta, fu approvata in Giunta una delibera relativa al recupero dei canoni idrici, che prevedeva una serie di azioni per il mancato incasso delle entrate per il servizio idrico integrato. Preso, però, atto, anche in quel caso, delle difficoltà politiche di realizzazione delle azioni individuate con la delibera, poco dopo decisi di andare via”.

Il Comune di Aversa dunque è in dissesto finanziario con tutto quelle che ne consegue? “In questo momento gli indicatori economici di solidità strutturale dicono tutt’altro, sicuramente, però, ci aspettano anni di grande rigore e di diligente lavoro per cercare di porre rimedio alle difficoltà economico – finanziarie dell’Ente”.

Quindi ci aspettano tempi bui? Tasse alle stelle, zero servizi, come si rientra da un “buco” di 19 milioni di euro? “La legge permette che il disavanzo che emerge dall’accantonamento al Fondo Crediti Dubbia Esigibilità possa essere ripianato in quote costanti, al massimo in 15 anni. Il carico tributario e tariffario non verrà aumentato, anche perché l’aliquota dell’addizionale comunale è già al massimo. Si potrebbe aumentare ancora l’aliquota dell’IMU, ma nessun aumento verrà praticato”. 

Scusi, come è possibile con un disavanzo di 19 milioni di euro? “Bisogna mettere in campo azioni forti per il recupero delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente, solo se riusciremo a migliorare la capacità di riscossione delle entrate avremo la possibilità di offrire servizi ai cittadini. Il pagamento dei tributi e delle entrate da parte dei cittadini, oltre a rispondere a ragioni di equità sociale, consentirà, come già ho avuto modo di precisare, di liberare risorse da destinare a servizi in favore della collettività”.

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