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Caserta quindicesima provincia in Italia per numero di interrogatori

L'analisi condotta su dati Istat da Cedat 85. Ogni anno nel nostro Paese si svolgono oltre 830mila interrogatori tra indagati, fermati e detenuti: in Terra di Lavoro più di 11mila

Nel 2021 la Campania è stata la terza regione italiana per numero interrogatori (79.624), ma questo risultato nei numeri assoluti non corrisponde al piazzamento nella classifica della “densità” di interrogatori, ovvero il rapporto interrogatori/abitanti. In questo caso la Campania si posiziona settima con 1 interrogatorio ogni 70 abitanti.

A livello provinciale, non stupisce il primo posto di Napoli nella classifica campana dei numeri assoluti (39.842) che corrisponde ad un terzo posto a livello nazionale. Secondo posto per Salerno (15.052) e terzo per Caserta (11.651), rispettivamente undicesima e quindicesima in Italia. Nella classifica campana sulla “densità” di interrogatori svetta la provincia di Avellino (1 ogni 53 abitanti), sesta in Italia. Medaglia d’argento per Salerno con 1 interrogatorio ogni 70 abitanti (20° in Italia), mentre Napoli chiude il podio con 1 ogni 75 abitanti (25° a livello nazionale).

Con oltre 7.400 (7.461) escussioni, Avellino si posiziona quarta nella classifica regionale sui numeri assoluti e trentatreesima in quella nazionale. Benevento risulta la quarta provincia campana per “densità” di escussioni (1 ogni 76 abitanti) con 3.431 interrogatori eseguiti nel 2021. Chiude la classifica campana sul rapporto interrogatori/abitanti, Caserta (1 ogni 78 abitanti), ventottesima a livello nazionale.

Complessivamente sono oltre 830mila gli interrogatori di indagati, fermati e detenuti che si svolgono in un anno in Italia, ovvero una di media 2276 al giorno, con la Calabria prima regione nel rapporto “interrogatori per abitanti” (1 interrogatorio ogni 54 abitanti) seguita da Basilicata (1 ogni 55 abitanti) e Liguria (1 ogni 56 abitanti). E’ quanto emerge da un’analisi su dati Istat di Cedat 85, azienda italiana attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Realizzata in concomitanza con l’entrata in vigore (dal 30 giugno) dell’obbligatorietà di interrogatori audio/video per indagati e detenuti come stabilito dalla Riforma “Cartabia” della Giustizia, l’indagine mette in evidenza come livello provinciale al primo posto per “densità” di interrogatori c’è Vibo Valentia (1 ogni 41 abitanti) seguita da Isernia (1 ogni 42 abitanti), con Imperia e Crotone (1 ogni 48 abitanti) appaiate al terzo posto.

Dal punto di vista dei numeri assoluti la Regione nella quale si tengono più interrogatori è la Lombardia, erano quasi 130mila (129.756) nel 2021, seguita dalla Sicilia (79.850), che supera di poco la Campania (79.624). A primeggiare tra le province, invece, ci sono quelle con i maggiori centri urbani: con una media di 151 interrogatori al giorno si aggiudica la prima piazza la provincia di Roma, mentre, con 141 e 109 interrogatori, completano il podio la provincia di Milano e quella di Napoli.

Analizzando specificatamente il dato sulla densità degli interrogatori per abitanti scopriamo che soltanto la Sicilia “conferma” il suo piazzamento rispetto ai numeri assoluti: è seconda per numero assoluto e quarta per “densità” con 1 interrogatorio ogni 60 abitanti.

“Con la riforma Cartabia - afferma Gianfranco Mazzoccoli, presidente e fondatore di Cedat 85 - la fonoregistrazione e la videoregistrazione rientrano tra le ordinarie e obbligatorie forme di raccolta degli atti processuali, tra cui l’interrogatorio. Si capisce, perciò, come questi momenti delicati dell’azione giudiziaria debbano essere svolti nella massima sicurezza e, se possibile, non servendosi dell’infrastruttura Cloud, per sua stessa natura violabile. Da anni lavoriamo, con un nostro brevetto, sulla trascrizione in tempo reale del parlato, siamo riusciti a ingegnerizzare questa tecnologia in un dispositivo 'all in one' che si chiama Cabolo e prescinde dalla connessione Internet. Da qui nasce Cabolo Interview Kit, per registrare, trascrivere, archiviare digitalmente verbali di interrogatori in modo sicuro e con file crittografati: un verbale che identifica in modo univoco e protetto gli interlocutori, riportandone in maniera puntuale le dichiarazioni”.

Anche gli 'addetti ai lavori' accolgono con favore il passaggio alla registrazione audio/video delle escussioni: “Con questo nuovo modo di documentazione - spiega Antonello Martinez, avvocato e socio fondatore dello studio legale Martinez&Novebaci - verranno soddisfatte in pieno le esigenze di velocizzazione del procedimento penale con il superamento dell’arcaico metodo di trascrizione riassuntiva della verbalizzazione. Verrà assicurata anche la vera applicazione dei diritti fondamentali dei soggetti coinvolti nel processo. Basti pensare ad un interrogatorio di una persona indagata laddove potranno essere colte anche le minime sfumature delle dichiarazioni rese e si ridurranno tutte le varie interpretazioni sia da parte dell’accusa che della difesa”.

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