Mercoledì, 17 Luglio 2024
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La Reggia di Caserta corrosa dall'inquinamento

Secondo i dati 'Enea' il sito vanvitelliano è fra i tre più colpiti del patrimonio Unesco

La Reggia di Caserta risulta uno degli edifici più colpiti dall’inquinamento causato da automobili, riscaldamento e industria. Si tratta dei principali responsabili del degrado del patrimonio culturale.

Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha calcolato per ogni anno, una velocità di corrosione delle superfici superiore al valore target fissato per il 2050 (6,4 micron l'anno), che non deve essere superato se si vuole preservare lo stato di salute della storica residenza reale, meta ogni anno di 700mila visitatori.

La Reggia di Caserta è uno dei tre siti patrimonio dell'Unesco assieme alla cattedrale di San Doimo a Spalato (Croazia) e alla Residenza di Würzburg (Germania) su cui l'Enea ha dimostrato gli effetti nocivi dei principali inquinanti dell'aria (ossidi di azoto e Pm10). La centralina di misurazione dell'inquinamento dell'aria nei pressi del sito vanvitelliano ha mostrato valori di biossidi di azoto e di particolato sottile Pm10 elevati e costanti, mantenendosi poco sopra i 20 microgrammi per metro cubo.

"Il Palazzo Reale è situato nel cuore della città e per questo è particolarmente esposto all'inquinamento atmosferico causato dall'industria, dal riscaldamento e dal trasporto su strada, anche se non mancano fonti naturali lontane dalla città come l'aerosol marino e la sabbia del Sahara che provocano un innalzamento del particolato PM10 soprattutto nel sud Europa", spiega Teresa La Torretta, ricercatrice del Laboratorio Enea di Inquinamento atmosferico e coautrice del rapporto insieme al collega Pasquale Spezzano. "Tra le principali misure adottabili – sottolinea le politiche di riduzione del traffico cittadino puntando su trasporto pubblico, car-sharing e veicoli a basse emissioni”.

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