Poliziotti indagati per i pestaggi in carcere, il garante: "Accertare la verità"

Ciambriello interviene sull'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Cirielli: "Bonafede si dimetta"

Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

"Intendo mantenere il più stretto riserbo sull'inchiesta in corso. Per quanto mi riguarda posso dire che abbiamo lavorato con massima scrupolosità e nel rispetto della nostra funzione di tutela e garanzia, segnalando alla magistratura episodi e denunce su cui è necessario, a garanzia di tutti, che si faccia chiarezza. Ciò nell'ambito del ruolo istituzionale che ricopro che mi impone di svolgere con terzietà e imparzialità la mia funzione di Garante delle persone ristrette". Così il garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello in merito all'inchiesta aperta sui presunti pestaggi avvenuti ad aprile nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per cui sono stati notificati 57 avvisi di garanzia ad altrettanti agenti penitenziari.

"Chi ha operato correttamente non ha nulla da temere, allo stesso tempo le carceri non devono essere luoghi oscuri sottratti al controllo della giustizia. Spetta alla magistratura, del cui lavoro abbiamo pieno rispetto, verificare fatti e responsabilità. Più volte - prosegue Ciambriello - ho manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti di polizia penitenziaria e non ritengo che siano venuti meno gli elementi su cui ho da sempre fondato il mio giudizio. Nell'interesse di tutti esprimo la mia fiducia nell'operato della Magistratura e confido nell'accertamento della verità, condizione essenziale per il rafforzamento della giustizia".

Cirielli: "Bonafede si dimetta"

"In Italia, grazie a Bonafede, i delinquenti organizzano le rivolte nelle prigioni e i poliziotti penitenziari vengono indagati. Totale solidarietà agli agenti in servizio presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere". Lo sottolinea il questore della Camera dei Deputati, Edmondo Cirielli (Fdi). "Ciò che è accaduto, questa mattina, è a dir poco vergognoso. Non entro nel merito della vicenda giudiziaria - al termine della quale sono certo che verrà fuori la totale innocenza dei poliziotti coinvolti - ma sono sconvolgenti le modalità con le quali è stato detto ai carabinieri di notificare gli avvisi di garanzia agli agenti della Penitenziaria. Perché creare imbarazzi e tensioni tra due Corpi dello Stato? Perché si sono voluti esporre i poliziotti alla gogna? Siamo di fronte - denuncia il parlamentare campano di Fratelli d'Italia - all'ennesimo episodio che danneggia inevitabilmente il Corpo della Polizia Penitenziaria, già fortemente penalizzato dalla carenza degli organici e dall'impossibilità degli agenti di difendersi dalle aggressioni dei detenuti. Basta con questo sciacallaggio. L'episodio di oggi è un'altra conseguenza della cattiva gestione amministrativa e politica del Ministro della Giustizia che, senza alcuna dignità politica, continua a rimanere attaccato alla sua poltrona. Bonafede deve dimettersi subito" conclude Cirielli.

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