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I vigili del fuoco al lavoro per spegnere il rogo allo Stir

I vigili del fuoco al lavoro per spegnere il rogo allo Stir

"L'assessore regionale all'Ambiente deve dimettersi, non ha evitato questi disastri"

Il presidente di 'Medici per l'Ambiente' Rivezzi accusa Bonavitacola dopo il rogo al Cdr di Santa Maria Capua Vetere

I rifiuti stoccati nell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere stanno ancora bruciando ma sono già partite le polemiche sulla ‘responsabilità’ del rogo che giovedì sera ha scatenato l’ennesimo disastro ambientale in provincia di Caserta, a pochi giorni dall’incendio che ha coinvolto la Lea di Marcianise.

Sono infatti durissime le parole utilizzata dal medico Gaetano Rivezzi, presidente dell’associazione ‘Medici per l’Ambiente’, che ha chiesto le dimissioni dell’assessore all’Ambiente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola. “Come ‘Medici per l'Ambiente’ che da paladini dei cittadini, hanno già tre volte e in tre procure diverse denunciato in prima persona una strategia criminale completamente libera di agire per assenza di qualsivoglia controllo – spiega Rivezzi - riteniamo che l'assessore regionale all'Ambiente debba dimettersi per non aver in alcun modo evitato tali disastri. Pensiamo ai mancati controlli, ad un inefficace piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, ad una anche minima bonifica, ad una assoluta assenza di dialogo con i cittadini e i volenterosi difensori del territorio”.

Il presidente di ‘Medici per l’Ambiente’ ricorda poi la cronologia degli incendi negli impianti di rifiuti: “Sono 8 in un anno, 3 in tre mesi e 2 in una settimana: Bellona, Battipaglia Casalduini, San Vitaliano, Caivano, Maddaloni, Marcianise e ieri Santa Maria Capua Vetere, ha raggiunto il culmine”.

A scontare il tutto sono ovviamente i cittadini e la loro salute: “Le velenose enormi emissioni di diossina documentate anche dalla pachidermica Arpac stanno creando un danno di salute non solo acuto nelle zone limitrofe, ma una persistente bioaccumulazione di Pops (inquinanti persistenti patologici ad azione di bioaccumulo) per almeno 5-7 anni nell'organismo umano. L'accertamento delle responsabilità giuridiche sono improrogabili, per cui contiamo sull' azione della Magistratura per stroncare illegalità e collusioni”.

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