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Attualità Marcianise

L'Asl sospende la produzione nelle aziende vicine alla Lea

La maggioranza chiede un Consiglio Comunale sulla questione. Il caso approda alla Commissione Europea

Valori di diossine e furani superiori rispetto alla soglia di rischio. E' quanto messo nero su bianco dall'Arpac nella sua relazione in merito all'incendio di venerdì notte alla Lea di Marcianise. 

ATTIVITA' INDUSTRIALI SOSPESE

Per questo motivo l'Asl di Marcianise ha confermato le proprie prescrizioni vietando, in via precauzionale, le attività industriali nelle aziende ricadenti in via Dante Giacosa, nelle immediate vicinanze della Lea. Per le attività ubicate in via Pirelli e via Piaggio, invece, l'Asl ha rimandato ai datori di lavoro la valutazione della riammissibilità dei lavoratori nelle aziende, previo monitoraggio degli inquinanti all'interno degli stessi. 

CHIESTO IL CONSIGLIO COMUNALE

Sull'incendio alla Lea la maggioranza ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulle problematiche ambientali dopo il rogo. La richiesta è stata avanzata al presidente del consiglio Antimo Rondello per convocare la conferenza dei capigruppo ed iniziare a discutere di un'eventuale delibera da portare in assise.

IL CASO IN COMMISSIONE EUROPEA 

Intanto una nuova interrogazione alla Commissione europea sul fenomeno dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi in Campania è stata presentata ieri dall’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini alla luce dell’incendio alla Lea. “Un impianto – scrive Pedicini - sotto sequestro perché dichiarato fuorilegge sia dal sindaco che dalla magistratura. Per giorni i fumi nocivi hanno investito i cittadini tanto da spingere l’Azienda Sanitaria locale a delimitare una zona rossa, circoscritta all'area in cui insiste il capannone incendiato. L’azienda proprietaria avrebbe dovuto rimuovere quanto prima i rifiuti presenti, ma il procedimento non è stato concluso nei tempi previsti e, dalle dichiarazioni del primo cittadino di Marcianise, parrebbe che le responsabilità della rimozione dei rifiuti sia da attribuirsi anche all’ente Regione Campania”.

Vista  la frequenza esponenziale degli incidenti dolosi soprattutto in Campania, segnalate anche da precedenti interrogazioni, l’eurodeputato del M5S  ha chiesto alla Commissione europea se “la Regione Campania stia gestendo il ciclo dei rifiuti in osservanza della direttiva 2008/98/CE che stabilisce il quadro normativo per il trattamento dei rifiuti nell’Unione Europea e l'obbligo di trattare i rifiuti per evitare impatti negativi sull'ambiente e sulla salute umana”. 

Il coordinatore M5S della Commissione ambiente e sanità chiede di “dover introdurre requisiti di maggior controllo nei siti di trattamento e stoccaggio rifiuti per disincentivare azioni di tipo doloso come spesso sta accadendo in Campania”.  “Abbiamo bisogno di conoscere – insiste Piernicola Pedicini-  l’esatta tracciabilità dei rifiuti per poter creare finalmente una banca dati e si deve punire chi genera questi disastri ambientali in maniera dolosa”.

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