menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa

Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa

Nuovo impianto di rifiuti, 21 senatori interrogano il ministro: “Non è idoneo”

La richiesta della ditta Waste Recovery finisce sul tavolo del ministro Costa

“Il casertano è sottoposto ad una pressione ambientale fortissima con una richiesta di nuovi impianti privati che trattano o che gestiscono rifiuti, che non è riscontrabile in nessuna provincia della Campania”. A dichiararlo è Vilma Moronese, senatrice del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione ambiente del Senato. “Il consigliere comunale Guido Schiavulli ci ha informati della richiesta di un nuovo impianto per la gestione di rifiuti pericolosi nel comune di Castel Volturno e ci siamo subito attivati per comprendere meglio di cosa si trattasse”. Il riferimento è alla richiesta da parte della ditta Waste Recovery srl, che verrà discussa nella conferenza dei servizi il 19 gennaio presso gli uffici della Regione Campania a Caserta.

“L’impianto che si vuole costruire andrebbe a gestire più di 86.000 tonnellate all’anno di rifiuti anche pericolosi, quantità molto rilevanti - spiega Moronese - e a nostro giudizio il territorio che lo ospiterebbe appare come non idoneo per un insediamento industriale di questo tipo. Castel Volturno è nota a tutti come località turistica e per gli allevamenti di bufale, e siamo evidentemente in zona agricola ad alta intensità, così come la stessa Regione Campania l’ha inserita nei piani di sviluppo rurale”.

Nel testo dell’interrogazione sottoscritta da altri 20 senatori (Agostino Santillo, Danila De Lucia, Virginia La Mura, Giuseppe Pisani, Maria Domenica Castellone, Sergio Vaccaro, Vincenzo Presutto, Margherita Corrado, Michela Montevecchi, Emma Pavanelli, Sergio Puglia, Elio Lannutti, Gianluca Ferrara, Silvana Giannuzzi, Elena Botto, Luisa Angrisani, Rossella Accoto, Sabrina Ricciardi, Fabrizio Trentacoste e Marco Croatti), si fa riferimento al testo unico dell’ambiente, dove uno specifico articolo ordina alle Regioni di preferire le aree industriali per gli impianti di rifiuti. Gli stessi senatori poi, fanno riferimento anche ai numerosi problemi ambientali che già affliggono il territorio come l’inquinamento del fiume Volturno, i Regi Lagni, l'Agnena, la presenza della discarica SO.GE.RI., l'abbandono e l'incendio dei rifiuti, che a loro giudizio “nè frenano e nè danneggiano l'enorme potenziale attrattivo sia per gli aspetti naturalistici che turistici”, problemi che dunque secondo i rappresentanti del M5S si andrebbero a sommare ad un uso del territorio aperto ad impianti che riceverebbero grossi quantitativi di rifiuti anche pericolosi.

“Abbiamo studiato tutta la documentazione disponibile e abbiamo anche approfondito alcune questioni - continua la Moronese - perchè la ditta che proponeva la realizzazione di questo impianto sembrava nuova ed abbiamo visto che in realtà la società che ha avanzato la richiesta è la Naturambiente srl che ha cambiato nome in Waste Recovery srl. Aziende che fanno riferimento alla famiglia Ucciero già operante da molti anni nel settore dei rifiuti, nel cui passato figurano una serie di vicende giudiziarie in cui furono coinvolti. Oggi sia la Naturambiente che ha presentato la richiesta nel 2016, e sia la Waste Recovery che l’ha ripresentata più recentemente risultano entrambe con l’attività sospesa presso la camera di commercio”.

È con queste motivazioni che i parlamentari si rivolgono direttamente al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, chiedendogli di attivarsi presso il Comune e la Regione Campania per verificare rigorosamente il rispetto di tutti i criteri previsti dalla norme vigenti. Interviene infine anche il consigliere comunale Guido Schiavulli che ha sollevato la vicenda e che assicura: “Il M5S a Castel Volturno continuerà a chiedere bonifiche e investimenti per il recupero ambientale e sociale, abbiamo necessità di creare opportunità per il nostro territorio tutelando l’ambiente e non sfruttandolo o creando potenziali rischi”, conclude.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Campania verso la zona arancione. “Al 90% sarà così”

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

CasertaNews è in caricamento