Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità Sant'Arpino

Housing sociale, che smacco per il Comune: il Tar dà ragione all'imprenditore

L'Ente ha stoppato i lavori per oltre 100 appartamenti ma i giudici napoletani hanno annullato i provvedimenti del Municipio

Housing sociale a Sant'Arpino, prima 'sconfitta' del Comune guidato dal sindaco Giuseppe Dell'Aversana. Il Comune, con provvedimento numero 5472 del 2 aprile 2021, adottato dal Responsabile dell'area tecnica del Comune di Sant'Arpino, comunicava l'improcedibilità della Scia per l'agibilità inerente le unità abitative del comparto di via della Libertà, diffidando il ricorrente "dall'utilizzo delle unità abitative in questione e/o l'alienazione delle stesse e dichiarandone l'agibilità". In pratica le case non potevano né essere abitate né essere vendute. Ma non solo c'è anche una ordinanza settoriale, la numero 19 del 21 aprile 2021, adottata dal Responsabile dell'Area Tecnica, nella parte in cui si ordina "l'inutilizzo immediato delle parti comuni soggette ad autorizzazione da parte del Comando Provinciale vigili del fuoco e degli impianti di sollevamento (ascensori)" nonché di ogni altro atto preordinato, connesso e/o collegato".

L'imprenditore Santolo D'Ambra, che aveva ottenuto l'autorizzazione a costruire ben 100 appartamenti, però ha presentato il tutto al Tar ed ha ottenuto una importante vittoria. L'ottava sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania con una propria ordinanza ha infatti accolto l'istanza cautelare di D'Ambra sospendendo tutti i provvedimenti del Comune. Uno smacco incredibile per l'amministrazione comunale. 

Nello specifico i magistrati partenopei hanno disposto la sospensione del predetto provvedimento "considerato che il provvedimento di improcedibilità di cui si discute appare adottato impropriamente oltre il termine di legge e senza le dovute garanzie procedimentali, precisato, tuttavia, che, ove ne ricorrano le condizioni, il Comune può adottare i provvedimenti di cui all’articolo 19 comma 4 della legge 241/1990". In pratica se l'Ente ritiene che ci siano le condizioni per stoppare nuovamente i lavori può farlo con un nuovo provvedimento. 

Lo stesso Tar, con il medesimo provvedimento ha rinviato all'udienza del 26 gennaio 2022 per la discussione nel merito.

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