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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Rifugiati ucraini accolti alla Caserma Garibaldi dall'Avo

I volontari impegnati nel dare supporto a chi scappa dalla guerra

Alle 23 di venerdì 4 marzo, il primo messaggio ai volontari dell'Avo Caserta, l'associazione volontari ospedalieri che ormai da oltre un anno coadiuva i militari della Caserma Ferrari Orsi di via Laviano a Caserta nelle operazioni vaccinali. Ma stavolta l'emergenza è un'altra: stanno arrivando i pullman con i profughi arrivati in Italia e che scappano dalla guerra in Ucraina.

La presidente Antonietta Rispoli lancia l'allarme: "Cari volontari, la Caserma Garibaldi è stata scelta dalla Prefettura come 'Centro Sicurezza' per i rifugiati di guerra ucraini. Sono in arrivo diversi pullman con famiglie che arriveranno in Caserma nel weekend. Dovranno essere accolti, identificati, tamponati e vaccinati, e verranno distribuiti loro i generi di prima necessità. Il compito dei volontari Avo sarà quello di interessarsi della distribuzione viveri e contestualmente continuare nel nostro compito di compilazione della modulistica, in quanto dovranno essere anche vaccinati. Pertanto, vi chiedo la disponibilità di rendervi reperibili, per dare una mano, in questo momento così difficile che vede l'Avo ancora una volta accanto a chi ha bisogno. Vi chiedo ancora una volta un atto di amore e di coraggio, abbiamo dato tanto e' vero, ma oggi, piu' che mai, dobbiamo donarci, confortare, ascoltare e rassicurare chi ha visto le proprie case distrutte e la propria vita stravolta da questa assurda guerra. Sono certa, conoscendovi, della vostra collaborazione".

La risposta non si è fatta attendere, è stata immediata e unanime: 10 volontari hanno lasciato casa e famiglie e alle 23 di venerdì sera si sono recati in Caserma per attendere i rifugiati. Le operazioni sono terminate sabato mattina alle 5.30, il tutto sotto una pioggia a tambur battente, ma con il desiderio profondo di far sentire quelle persone accolte con amore, provando per quanto possibile di evitargli ulteriori disagi dopo un viaggio di 4 giorni. "Il nostro compito è stato proprio quello dell' accoglienza in senso stretto - ha spiegato Antonietta Rispoli -. Appena sono scese le famiglie, tutte donne e bambini, hanno trovato noi che li abbiamo accolti con mascherine e guanti nuovi, i vecchi andavano buttati subito. Un altro gruppo sempre AVO li ha poi rifocillati con bevande calde e merendine per i bambini, sono poi stati accompagnati nella tenda per la parte burocratica, e spostati nella tenda dei vaccini dove gli è stato somministrato il tampone. Si è passati poi nella tenda della Caritas dove c'erano i pasti caldi. Solo dopo, coloro che avevano familiari e conoscenti che li attendevano, venivano fatti ricongiungere e affidati a loro, per tutti gli altri invece l'azione della Caritas che li ha presi in carico per occuparsi dell'ospitalità. È stata un'esperienza straordinaria che ci ha provato tutti - la presidente non trattiene la commozione - vedere bambini e donne che scendevano da quel pullman stravolti, confusi, moltissimi anche minori non accompagnati. Anche i militari sono stati accoglienti ed affettuosi, cercando di avvicinare le persone con un sorriso e con l'affetto di chi comprende cosa stanno passando. La scena che più mi ha commossa è stata quella di una ragazzina di 16 anni scesa dal pullman insieme ad altre due bambine tenute per mano, erano tre sorelline. Si guardavano intorno ad occhi spalancati, le abbiamo scaldate, offerto del the, latte, dei cambi, prima di affidarle alle forze dell'ordine per gli adempimenti burocratici. Alle 3.30 del mattino è arrivata la nonna che da molti anni svolge il suo lavoro di badante sul territorio di Caserta. Vedere quell'incontro, l'abbraccio, le lacrime è stato struggente. Non si può descrivere".

E venerdì insieme all'Avo, ai militari della Caserma e ai Carabinieri, presenti anche il questore Antonino Messineo e don Antonello Giannotti. Oggi un nuovo pullman e nuovi arrivi. E si ricomincia da capo con tutte le operazioni di accoglienza. Quando si terminerà non è dato sapere. Resta inteso che nel corso dell'accoglienza sarà sospesa la tornata vaccinale.

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