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Green pass, i dubbi dei ristoratori sui controlli: "Siamo imprenditori non pubblici ufficiali"

Giuseppe Russo della Fipe Confcommercio analizza le criticità della certificazione verde: "Rischiamo crollo degli incassi ad agosto. Bastava un'autocertificazione"

Giuseppe Russo presidente della Fipe Confcommercio

"Concettualmente siamo anche d'accordo con il green pass ma così come è stato pensato è inapplicabile. Noi siamo pubblici esercizi, non pubblici ufficiali". Sono queste le parole del presidente della Fipe Confcommercio di Caserta Giuseppe Russo che commenta il provvedimento del Governo con il quale è stata introdotta la possibilità di consumare al tavolo all'interno dei locali solo ai clienti muniti della certificazione verde. 

Il nodo principale, ad avviso di Russo, sono i controlli. "Dal prossimo sei agosto - spiega a Casertanews il leader dell'organo rappresentativo dei Pubblici Esercizi - i commercianti dovranno non solo controllare il green pass dei loro clienti ma anche i loro documenti in quanto sulla certificazione manca una foto che renderebbe tutto più intuitivo. In altri termini, immaginiamo un sabato sera in una pizzeria media che fa circa 300 coperti all'interno. Immaginiamo un esercente che deve controllare green pass e documenti di tutte queste persone. Per farlo occorrerebbe una persona dedicata con inevitabili rallentamenti nel servizio e nella gestione delle prenotazioni. In questo momento non possiamo permettercelo". E chi non controlla "rischia sanzioni da 400 a mille euro con il rischio di una chiusura per 10 giorni dopo 3 sanzioni consecutive". Per Russo la soluzione migliore sarebbe stata "un'autocertificazione del cliente con i controlli degli organi preposti rinviati in un secondo momento ed eventuali sanzioni, anche aspre, elevate esclusivamente ai clienti che dichiarano il falso". 

Ma non solo i controlli. Il timore della Fipe è anche quello di possibili ricadute a livello economico. "Con l'applicazione del green pass - prosegue - Vengono sfavorite le attività che hanno spazi piccoli all'esterno e si andrebbe a creare una sorta di concorrenza scorretta tra chi è costretto a controllare e chi, invece, facendo accomodare i clienti all'esterno non deve farlo. Inoltre c'è anche il rischio di locali che bypassano le regole e non controllano proprio. A ciò si aggiunga - dice ancora Russo - che molti cittadini sono confusi. Alcuni non avendo molta dimistichezza con la tecnologia attenderanno il green pass 14 giorni dopo dalla somministrazione della seconda dose mentre in Italia è possibile averlo già dopo la prima dose di vaccino e poter andare al ristorante". 

Infine, la questione vacanze che sta rallentando la stessa campagna vaccinale. "Molti sono in vacanza ed hanno rinviato il vaccino al rientro. Quindi chi oggi non è vaccinato probabilmente farà il vaccino a fine agosto. In questo modo - conclude Russo - Si stima che ad agosto i ristoranti, i pub, le pizzerie subiranno un calo notevole negli incassi e dopo oltre un anno di pandemia davvero sarebbe una nuova batosta". 

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