La battaglia è vinta, Giuseppe torna a casa dopo il viaggio della speranza negli Stati Uniti

Il giovane di Marcianise, affetto da una grave forma di leucemia, era volato a Kansas City grazie ad una 'gara di solidarietà' per delle cure sperimentali

Giuseppe Moriello

Per ora la battaglia è vinta. Giuseppe Moriello, il giovane di Marcianise per il quale negli scorsi mesi era scattata una grande gara di solidarietà per trovare fondi che gli consentissero di provare delle cure sperimentali per debellare una rarissima grave forma di leucemia, sta meglio.

Giuseppe infatti, come rivelato dal sindaco Antonello Velardi, dopo una lunga degenza in ospedale a Kansas City tornerà a Marcianise: le cure sperimentali hanno prodotto i loro effetti. “È una notizia straordinaria – scrive Velardi - la notizia tanto attesa da tutti noi. La vicenda ci ha toccato moltissimo: è stata una disperata corsa contro il tempo, una lotta impari per battere la morte e far vincere la vita. Ha vinto la vita! Giuseppe è in partenza in queste ore dagli Stati Uniti con la mamma e la sorella Angela, straordinarie per il loro coraggio e la loro tenacia: sarà di nuovo in Italia domani giovedì. Il lungo viaggio in aereo lo debiliterà ma i medici lo hanno autorizzato: può viaggiare, ce la fa”.

“A Marcianise riabbraccerà l'intera città – continua il sindaco - ma soprattutto, i suoi meravigliosi amici che hanno combattuto come leoni al suo fianco con l'iniziativa ‘Mano nella mano con Giuseppe’. L'ho scritto e lo ripeto: gli amici che ognuno di noi sogna di avere. Ringrazio a nome della città, per tutto il supporto dato e per il fondamentale aiuto, la comunità italiana di Kansas City con in testa il console Gino Serra, e la struttura di supporto del Ministero degli Esteri. Ringrazio - il minimo che possa fare - I medici americani per le cure e l'assistenza e i dirigenti sanitari di Caserta e della Campania per l'eccezionale contributo economico. Ma ringrazio tutti, uno per uno, quelli che hanno combattuto questa battaglia. Uno per uno, uno per uno. Siamo la dimostrazione che uniti si può, che tutti insieme si vince. A Giuseppe un forte abbraccio e un caldo bentornato”.

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