Rabbia social contro Giuliana De Sio per le decine di contagi a Santa Maria CV, l’attrice si sfoga

“Ho passato un inferno che non riesco ad augurare nemmeno agli scellerati che mi danno dell’assassina”

L'attrice napoletana Giuliana De Sio

Giuliana De Sio ha deciso di uscire allo scoperto e rispondere sui social network ai tantissimi haters che si sono scatenati contro di lei per le decine di contagi (ed anche alcuni decessi) che si sono sviluppati a Santa Maria Capua Vetere. Tre persone che sono risultate affetta da Covid-19 avevano, infatti, partecipato al suo spettacolo al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere lo scorso 24 febbraio ed hanno iniziato a manifestare sintomi tra i 7 ed i 10 giorni dopo quella data. Da quando è emerso questo particolare, centinaia di persone hanno lanciato messaggi contro l’attrice napoletana, che è stata ricoverata per tre settimane all’ospedale Spallanzani di Roma dopo aver scoperto di essere stata essa stessa affetta da coronavirus. Ma oggi, dopo aver sopportato, ha deciso di uscire allo scoperto, ora che la sua quarantena è ufficialmente finita. 

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“Il 19 febbraio ero in tournée con lo spettacolo “Le signorine" e sono passata per Cremona, dove presumibilmente potrei essere stata contagiata - racconta - Ma questa cosa io l’ho saputa ovviamente due settimane dopo, quando, dopo una febbriciattola durata cinque o sei giorni, ho comunque interrotto la tournèe a Messina dove mi ha visitato un dottore diagnosticandomi l’influenza e sono tornata a Roma. Ai primi di marzo la febbre saliva: ho chiamato il medico di base che mi ha visitato ed abbiamo deciso di chiamare lo Spallanzani che mi ha inviato un’ambulanza. Mi hanno fatto una tac, il tampone e mi hanno diagnosticato una polmonite e la positività al test. I problemi respiratori a quel punto si stavano aggravando ed ho avuto bisogno dell’ossigeno e dell’isolamento. Era il 3 marzo. Quindi sia chiaro agli scellerati che mi "accusano " di avere portato il virus a Santa Maria Capua Vetere, che tra l’altro probabilmente quando sono arrivata lì non avevo nemmeno ancora né i sintomi né la coscienza di star covando un virus che si sarebbe di li a poco rivelato come un flagello. Ed è molto probabile, anche se irrilevante per me, che io possa essere stata contagiata proprio in qualche teatro nel dopo spettacolo, con tanta gente carina che veniva ad abbracciarmi e a farsi le foto in camerino. Tutte persone ovviamente inconsapevoli di quello che stava avvenendo e verso le quali non ho la cretinaggine di nutrire alcun rancore. Ho passato un inferno che non riesco ad augurare nemmeno a quegli scellerati che mi danno dell’assassina e che evidentemente non sanno quello che fanno”.

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