Giornalista indagato per simulazione di reati, i Dem: "Esca allo scoperto chi lo ha sostenuto"

Il Partito democratico e l'associazione 'Democratici ortesi' a muso duro contro Mario De Michele: "Siamo stati i primi a denunciare, già, in campagna elettorale, l’ambiguità degli atteggiamenti e le sue frequentazioni"

Il giornalista Mario De Michele

Continua a tenere banco la questione relativa all'indagine della Dda per simulazione di reato a carico del giornalista professionista Mario De Michele, attualmente sotto scorta. Questa volta ad intervenire a gamba tesa sono il Partito democratico di Orta di Atella e l'associazione 'Democratici ortesi' che in una nota congiunta sottolineano: "Siamo stati i primi a denunciare, già, in campagna elettorale, l’ambiguità degli atteggiamenti e le frequentazioni del signor Mario De Michele. Ma non siamo alla ricerca di primati. Oggi, prendiamo atto che tanti si sono ricreduti, condividendo, finalmente, i legittimi dubbi sugli scritti commissionati per delegittimare chi cercava di ostacolare un sistema collaudato da oltre un ventennio, che si è concluso con il secondo scioglimento per infiltrazione camorristica".

"Non è accettabile, però, il silenzio serbato sull’ennesima grave questione giudiziaria, che vede coinvolto, nostro malgrado, il comune di Orta di Atella - continuano nella nota - Qualcuno tende, addirittura, a minimizzare il gravissimo fatto, emerso nel corso delle indagini per i falsi attentati, in cui risulta coindagato, nell’inchiesta svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, chi è stato promotore e responsabile politico della lista 'Coraggio', che sosteneva l’ex maggioranza di governo cittadino, nata a seguito di accordi raggiunti in un noto bar aversano. A tal proposito, sarebbe opportuno che alcuni rappresentanti dell’ex maggioranza, anziché dichiararsi vittime di un sistema, rendessero noti i veri promotori di quella lista elettorale ed i reali motivi che portarono alla sua accettazione. Vorremmo conoscere i soggetti che parteciparono alle trattative per la sua composizione, in quanto tutti erano a conoscenza delle relazioni tra rappresentanti di primo piano dell’ex maggioranza con quel professionista della disinformazione. Vorremmo sapere, per quale motivo, certi condizionamenti, anziché essere denunciati, venivano subiti nel totale silenzio, da parte di chi stava amministrando".

"Aspetteremo che gli inquirenti completino il lavoro, individuando, uno per uno, i suoi sodali - sottolineano i Dem - Intanto, però, non possiamo consentire, neanche, che autorevoli esponenti istituzionali locali, continuino a generalizzare su questioni, che andrebbero, invece, esaminate singolarmente. Dimostrano, così, di non conoscere, neppure, le dinamiche dei territori da cui provengono. La gratitudine e la nostra stima incondizionata vanno, invece, a tutti i giornalisti, seri e capaci. Allo stesso modo, siamo vicini a tutte le vittime di questa persona, alcune delle quali si sono difese pubblicamente, mentre altre hanno scelto di restare in un silenzio operoso, interloquendo con chi di dovere. Avevamo ragione".

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