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Gazebo 'abusivo', il Tar condanna il Pink House

Rigettato il ricorso: la società dovrà anche sborsare 2mila euro al Comune per le spese legali

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava, presidente Gaudieri) respinge il ricorso della Sweet Italy, società proprietaria del 'Pink House' ad Aversa. Quindi il gazebo di legno realizzato dovrà essere demolito (ma si attendono altri ricorsi, magari anche al Consiglio di Stato). Ma andiamo con ordine. Il Comune di Aversa, con un provvedimento firmato dal Dirigente dell’Area Pianificazione e Gestione del Territorio-Settore Edilizia Privata, disponeva l’annullamento del Permesso di Costruire “per la realizzazione di un gazebo in legno al Viale Kennedy" e poche settimane dopo ci fu anche l'ordinanza di demolizione delle opere realizzate, in quel caso, abusivamente.

Dopo una lunga 'disamina' di quanto successo emerge che "si è passati da una richiesta e relativo rilascio di permesso a costruire, afferente un gazebo in legno, rimovibile su suolo privato, ad una struttura mista in cemento , per un volume di oltre 100 mq, manufatto, per di più illegittimo per violazione delle distanze, e, relativamente alla contestazione circa il mancato rispetto della distanza di metri 10 dal fabbricato del vicino".

Quindi il Tar ha rigettato il ricorso e condannato il Pink House al pagamento di 2mila euro in favore del Comune.

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